La mappa di Umbria24 con la nuova classificazione

di Daniele Bovi

Dieci giorni per cercare di trovare un’intesa in grado di soddisfare tutti. È in programma per il 13 gennaio la prossima riunione tra Regioni e Governo sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani; riunione che sarà preceduta il 7 da un altro incontro tecnico. Il confronto resta dunque aperto dopo la Conferenza unificata di fine 2025, nella quale non è stata raggiunta un’intesa tra il ministero per gli Affari regionali e le autonomie e le Regioni. Proprio per questo il ministro Roberto Calderoli ha accolto la richiesta delle Regioni di un’ulteriore proroga, concedendo più tempo per cercare una linea comune.

COMUNI MONTANI, COME CAMBIA LA MAPPA DELL’UMBRIA

La nuova legge Al centro della discussione c’è l’applicazione della nuova legge sulla montagna, entrata in vigore il 12 settembre scorso, che stabilisce quali Comuni possano beneficiare delle misure previste, compresi i fondi del Fosmit, ai quali possono accedere solo i Comuni riconosciuti come montani. Secondo le stime, circa 1.200 Comuni in tutta Italia rischiano di perdere questo status, mentre per quanto riguarda l’Umbria i Comuni montani passerebbero da 69 a 32, con un taglio in particolare di quelli della fascia occidentale della regione (qui la mappa di Umbria24 con tutte le novità).

Cosa cambia I criteri attualmente previsti derivano da un decreto del Governo. Sono considerati montani i Comuni con almeno il 25 per cento del territorio oltre i 600 metri di altitudine e con una superficie caratterizzata per almeno il 30 per cento da pendenze superiori al 20 per cento. È stato inoltre introdotto un terzo criterio che consente di includere anche Comuni con altitudini medie più basse, non inferiori ai 300 metri, se il loro territorio confina interamente con centri montani.

Calderoli Il ministro Calderoli ha invitato le Regioni a un confronto più costruttivo, sottolineando le difficoltà emerse finora nei lavori tecnici. «Purtroppo – ha scritto in una nota – ci sono alcune Regioni che si dicono pubblicamente contrarie ai criteri stabiliti, ma non partecipano ai lavori della commissione tecnica, compromettendo il lavoro di tutte le altre». Calderoli ha espresso poi l’auspicio che entro il 13 gennaio possa arrivare «una proposta condivisa, positiva e di buonsenso per arrivare a un esito il più possibile trasversale e rappresentativo della vera montagna italiana».

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