Francesco Bernicchi indicato a Bacchetta per l'assessorato vacante

di Barbara Maccari

Dopo mesi di discussioni, colloqui, nomi gridati a destra e a manca, finalmente il segretario del Pd tifernate, Gionata Gatticchi, in un incontro col sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, ha sciolto le riserve comunicando al primo cittadino la scelta del partito riguardante il nome dell’assessore alla Sicurezza pubblica vacante dopo la scomparsa di Dario Alunno. Dopo giorni di consultazioni, dunque, la segreteria ha fatto il suo nome, decidendo di proporre come nuovo assessore Francesco Maria Bernicchi, 24 anni, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia col massimo dei voti e attualmente iscritto alla Scuola di specializzazione per le professioni legali.

Bernicchi: sono sorpreso Una scelta, quella dei giovani meritevoli, già portata avanti anche dalla stessa amministrazione Bacchetta, che vede all’interno della squadra tre under 35. «Non ho in alcun modo cercato questa situazione e devo dire che sono rimasto io stesso sorpreso quando mi è stata prospettata questa opportunità – ha dichiarato Bernicchi – sono comunque immensamente grato al segretario e alla sua segreteria per avermi chiesto di assumere questo impegno, che garantisco di poter portare avanti col massimo della serietà. So che una scelta di questo genere sarebbe molto coraggiosa, perché ricadrebbe su di un giovane che ha tutto da dimostrare e, proprio per questo, all’onore si accompagna l’onere di essere all’altezza di un progetto che va indubbiamente oltre la mia persona e del quale mi sento comunque parte integrante».

La lettera di Accardi I lunghi tempi d’attesa per la scelta del nome dell’assessore non sono piaciuti però all’ex concorrente di Gatticchi per la corsa alla segreteria del Pd, Lorenzo Accardi: «Credo che in questo momento – scrive Accardi in una lettera aperta al segretario – il partito dovrebbe interessarsi delle difficoltà che stanno attraversando la nostra città, il nostro territorio e le nostre famiglie, a causa della grave crisi economica in cui versa il Paese e larga parte del mondo. Città di Castello vive anche problemi ulteriori, che, credo, vadano affrontati e non sottaciuti da un partito che si definisce di sinistra riformista e aperto. Mi riferisco ai problemi che hanno interessato negli ultimi tempi la nostra città, come lo spaccio di droga, le infiltrazioni mafiose e i conseguenti arresti del luglio scorso e altri inquietanti fenomeni come l’attentato incendiario della scorsa settimana».

Le riforme «Avrei voluto che si parlasse delle riforme in maniera propositiva – prosegue – invece di arroccarsi su intransigenti posizioni di mantenimento dello stato attuale, come si sta facendo a livello istituzionale. È con spirito costruttivo che ti scrivo queste righe, per dirti che il partito non può più esimersi dal prendere posizioni chiare rispetto agli enormi problemi che sono sul tavolo, temporeggiando e perdendo del tempo prezioso, tirato dalla giacca da tutte le parti, dietro alla nomina di un assessore, le cui deleghe oltretutto, così eterogenee tra loro, potrebbero essere tranquillamente ridistribuite tra gli altri assessorati».

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