Gionata Gatticchi, segretario Pd Città di Castello

di L.C.

Prende carta e penna, il consigliere comunale di Città di Castello, in quota Pd, Gionata Gatticchi e mette a punto la mozione per aprire la strada verso l’estenzione dei diritti civili. Sulla scia di altri comuni umbri che, pur anticipando i tempi, non hanno potuto evitare percorsi impervi e ostacoli di ogni genere, a Città di Castello viene compiuto il primo passo verso quella che si annuncia essere una lunga e insidiosa marcia.

I particolari «A fronte delle molte conquiste civili avvenute in occidente, tendiamo spesso a dimenticare quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione attorno alle molte sfide che ancora oggi attendono l’evoluzione dello stato di diritto», scrive in una nota inviata alla stampa il consigliere comunale Gionata Gatticchi che aggiunge: «E’ frustrante vedere come in un paese come il nostro, patria dello ius civile, retaggi ideologici riescano a bloccare l’affermarsi di importanti diritti civili che attengono alla sfera della libertà dell’individuo garantita dalla carta costituzionale e dai più importanti trattati internazionali. Nello specifico mi riferisco in primo luogo al diritto di ognuno, uomo e donna, di stabilire liberamente e senza preclusioni di sorta il proprio nucleo familiare inteso come primaria formazione sociale in cui sviluppare la propria identità; In secondo luogo al diritto di ciascuno di vedersi garantita la libertà di autodeterminazione circa il proprio stato di salute e benessere psico-fisico, in coerenza con le più intime volontà. Un Partito realmente democratico e progressista non può esimersi dal rendersi esso stesso promotore di queste battaglie di civiltà giuridica che coinvolgono la sfera della libertà dell’individuo».

La proposta Date le premesse il consigliere comunale e segretario del Pd locale scrive di avere «sentito il dovere morale e politico di depositare in consiglio comunale due mozioni aventi ad oggetto l’istituzione nel nostro comune di un registro per le disposizioni anticipate di fine vita, e di un registro per le coppie di fatto. Questi provvedimenti – aggiunge -, che certamente da soli non possono sostituirsi alla carenza della legislazione nazionale, vogliono essere da stimolo ad una discussione che, a fronte delle legislazioni degli altri paesi europei, merita una maggiore attenzione ed un maggior coraggio da parte delle nostre istituzioni nazionali».