La sede del Consiglio di stato

di Daniele Bovi

Tutto rinviato, forse, a venerdì. Il Consiglio di Stato, che giovedì avrebbe dovuto sciogliere il nodo del contenzioso tra Carla Casciari, Pd, e Giuseppe Biancarelli, Umbria più uguale, ha invece rinviato la decisione. La sentenza probabilmente verrà emessa venerdì, anche se non c’è certezza neppure intorno a questo punto; insomma i giudici, che giovedì sono entrati nel merito della vicenda, si sono presi ulteriore tempo per decidere sul ricorso presentato dal consigliere regionale di Umbria più uguale che, un mese fa, si è visto dare torto dal Tar dell’Umbria che ha assegnato il posto in assemblea, il dodicesimo della maggioranza di centrosinistra, alla dem Casciari. Lo stesso Consiglio qualche giorno dopo aveva disposto, in attesa della discussione vera e propria del caso, la sospensione della sentenza del Tar regionale congelando quindi la situazione. Per cui, secondo quello che emerge, i giudici hanno concesso il decreto cautelare, accordato quando la questione è dubbia.

IL CASO BIANCARELLI-CASCIARI
LA SENTENZA DEL TAR

Il conteggio dei voti Il nodo centrale della contesa Casciari-Biancarelli è sostanzialmente uno: che cosa si intende per «voti validamente espressi»? Il 2,5 per centro centrato da Umbria più uguale e che ha permesso a Biancarelli di entrare in consiglio, è stato calcolato non considerando quelli ai candidati presidente. Sbagliando, ha sostenuto Casciari che si è vista dare ragione in prima battuta dal Tar regionale: per la ripartizione dei seggi vanno messi nel calderone anche quelli agli aspiranti inquilini di palazzo Donini. Un nodo che ora dovrà essere sciolto dal Consiglio di Stato.

UMBRICELLUM, UDIENZA RINVIATA

Il congelamento L’istanza di misure cautelari monocratiche proposte dal consigliere sono state accolte dal Consiglio di Stato con una serie di motivazioni: innanzitutto per «evitare che nelle more della camera di consiglio collegiale si determinino pregiudizi irreversibili non rimediabili mediante un’ordinanza emessa in sede collegiale», e poi perché «la questione dedotta in appello merita l’approfondimento proprio nella sede collegiale». Perciò «appare opportuno che, in quella sede, la situazione pervenga re adhuc integra (brocardo latino con il quale si intende che la questione non deve essere compromessa, o decisa, ndr), nei termini antecedenti alla sentenza appellata». Una sentenza che avrà conseguenze anche politiche: 10 consiglieri su 12 infatti sono membri del Pd e quindi in caso la spuntasse Casciari si determinerebbe in assemblea un quasi monocolore dem.

Twitter @DanieleBovi

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