«La vecchia norma era irragionevole, sproporzionata e persino invasiva delle competenze esclusive dello Stato e l’ordinanza del Tar è una definitiva bocciatura del modello della destra, la dimostrazione della necessità e della correttezza della riforma fortemente voluta dall’attuale governo regionale». Così i partiti e movimenti politici del Patto avanti sulla recente pronuncia del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria che ha rinviato alla Corte costituzionale il caso dell’alloggio popolare negato a una famiglia di Terni.

In questione una determina del Comune di Terni, figlia dell’applicazione della normativa regionale risalente alla giunta di centrodestra. Il ricorrente, difeso dall’avvocato Carlo Righi, era stato escluso dalle graduatorie di edilizia sociale, per via di alcune vecchie condanne penali per le quali non aveva ricevuto ‘riabilitazione penale’. il Tar, rilevate questioni di incostituzionalità, come l’ingiustificata lesione del diritto all’abitazione e alla famiglia, ha rinviato la decisione alla Corte.

«Le modifiche che abbiamo apportato alla legge sull’edilizia residenziale pubblica mirano proprio a cancellare quegli automatismi ciechi e quelle rigidità normative che puntavano ad escludere anziché includere – dichiarano dalla maggioranza di centrosinistra – e, soprattutto, calpestavano il principio costituzionale della funzione riabilitativa della pena, che spetta a ogni cittadino. L’equità sociale non può essere uno slogan elettorale da sbandierare a convenienza, come continuano a fare gli esponenti della minoranza di destra. Applicare condizioni eque significa garantire a tutti le medesime opportunità di partenza, abbattendo discriminazioni, barriere ideologiche e ostacoli normativi che finora hanno penalizzato le fasce più fragili della nostra comunità. A chi, ancora oggi, agita lo spauracchio della sicurezza e del degrado per giustificare l’esclusione sociale in aree già fortemente svantaggiate, rispondiamo con chiarezza: la vera sicurezza e la legalità non si impongono con l’emarginazione o con norme manifesto destinate a infrangersi davanti ai tribunali, ma si costruiscono giorno dopo giorno attraverso l’inclusione, il sostegno sociale e la coesione abitativa».

Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Terni sul Tar dell’Umbria che ha sollevato pesanti dubbi di costituzionalità sul requisito della cosiddetta ‘incensuratezza’ per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, commenta: «Si tratta di una battaglia che il M5s porta avanti da sempre, denunciando l’iniquità di una norma che la destra ha difeso strenuamente, trasformando il diritto alla casa in uno strumento di propaganda ideologica. Vogliamo lodare l’ottimo lavoro svolto dall’assessore Barcaioli, che con lungimiranza e senso delle istituzioni ha saputo interpretare la necessità di una riforma che mettesse al centro la dignità umana e il rispetto dei principi costituzionali».

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