Paolo Brutti eletto alla guida della commissione speciale sulle infiltrazioni mafiose del Consiglio regional
Il segretario regionale dell'Idv Paolo Brutti

«Felice del voto bipartsan» «Sono particolarmente lieto – ha commentato a caldo – che la mia elezione abbia trovato consensi, sia pure differenziati, nella maggioranza e nella minoranza». Brutti, segretario regionale dell’Idv, si felicita anche con il giovane vicepresidente, Gianluca Cirignoni della Lega nord: «L’Umbria non è, come viene detto abitualmente, un’isola felice – ha aggiunto Brutti – immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, che invece tenta di estendere il suo potere, condizionando gli appalti e i subappalti delle opere pubbliche e aggirando i controlli delle pubbliche amministrazioni. Magistratura, prefetture, forze dell’ordine e tutti i cittadini – conclude – troveranno nella Commissione un supporto e uno stimolo per la messa in luce e per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata nella nostra regione».

Rifondazione fa polemica «L’elezione di Paolo Brutti – spiegano i consiglieri del Prc Orfeo Goracci e Damiano Stufara -, cui vanno i nostri auguri per il compito che dovrà svolgere, nel ruolo di presidente della Commissione senza aver ottenuto neppure la maggioranza semplice dei consensi, offre uno scenario inquietante: a presiedere un consesso delicato come la Commissione ‘antimafia’ sarà un presidente politicamente ‘azzoppato’, prevalso nella conta dei voti solo per il probabile ed evidente ‘soccorso azzurro’ ricevuto dalla rappresentante del gruppo del Popolo della Libertà. Non si spiega altrimenti il fatto che – aggiungono – il vicepresidente Cirignoni, cui auguriamo di poter lavorare seriamente e in maniera proficua, non abbia raccolto i due voti su cui poteva contare in partenza». Stufara e Goracci ritengono «estremamente grave» quanto si è prodotto. «Non vorremmo che l’esito del voto, con un ‘inciucio’ fra l’Idv e il Pdl, avallato dai vertici del Pd, stia a rappresentare il tentativo bipartisan di mettere la sordina ad un’azione di contrasto e prevenzione delle infiltrazioni criminali, che si pone oggi come necessaria e assolutamente prioritaria per l’Umbria». Sostengono Stufara e Goracci che «il gioco di potere che si è determinato, con l’elezione del presidente ‘di minoranza’ Brutti, attraverso l’evidente accondiscendenza del Pdl, che è il partito che in Parlamento annovera diversi esponenti condannati per reati connessi al fenomeno mafioso, non solo non ci riguarda, ma contro di esso ci batteremo fermamente».

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