di C.P.

Cos’è la destra e cosa la sinistra domandava ironicamente Giorgio Gaber nel 1994. Per il sindaco di Terni Stefano Bandecchi non fa la differenza: i nemici sono ovunque, seduti tra gli scranni di Palazzo Spada e in altri ‘palazzi del potere’. C’è chi è colpevole «di aumentare le tasse» e chi trasforma «ogni parola spesa nella politica più bieca». Come d’abitudine, almeno nell’ultimo mese, ad infiammare gli animi della massima assise cittadina è il nuovo ospedale di Terni. La nenia è sempre la stessa, con il primo cittadino che – in un modo o nell’altro – accusa le opposizioni di immobilismo. Per riassumere all’osso il monologo di lunedì mattina in consiglio comunale.

L’interrogazione ‘anomala’ Si parlava d’altro. Ma proprio di altro. E cioè del traffico generatosi in via Tre Venezie a causa degli interventi del Sii, trasformatisi poi in un cantiere fermo a causa della scoperta di un presunto selciato di epoca romana. Poi senza un apparente contesto arriva l’intervento del primo cittadino: «Voglio fare un’interrogazione anomala, cioè verbale, alle opposizioni. Dato che ho visto e sentito ripetutamente tutta una serie di critiche soggettive, perché qui bisogna iniziare a distinguere, sulla realizzazione dell’ospedale di Terni. Per fare chiarezza e dare ai cittadini una linea di condotta, perché qui sembra che ogni parola spesa diventi la politica più bieca e più assurda che esiste. Vorrei chiedere alle opposizioni se hanno idea di volerlo realmente costruire questo ospedale oppure no. Seconda domanda, se vogliono restare nella realtà dei fatti o se vogliono andare per campi a discutere di roba che non ha senso. In questa assemblea molti, che hanno già partecipato negli ultimi sette anni alla vita del Comune, sanno che costruire un ospedale a Colle Obito è possibile e lo è grazie a un progetto presentato da un privato». Di qui tutta una disanima sull’iter dell’ospedale, che si conclude con un: «Lo volete fare questo ospedale o la guerra contro Bandecchi è tale che non glielo volete far fare?».

Ospedale Terni Non serve molto ad innescare la miccia quando l’incendio è già divampato. Benzina sul fuoco le parole dei consiglieri Roberto Pastura (FdI) e Pierluigi Spinelli (Pd). Il primo: «Trovo profondamente sbagliato partire dal dove. Quando si insiste molto su strumenti, come il project, bocciato due volte, mi insospettisco. Lo faccia dove vuole, basta che sia un Dea di Terzo livello. Tutta questa polemica sui soldi, sul dove a me insospettisce, perché tanta insistenza?». A proposito di destra e sinistra, nel rispondere Bandecchi: «Abbiamo detto che la polemica con la Regione era di Comune. Tant’è vero che in piazza hanno partecipato persone di destra e di sinistra. Io sono un uomo di destra, non sono mai andato in piazza con sei milioni di persone. Però ho vinto le elezioni e vuol dire che qualcuno lo ha capito». Ma Spinelli non ci sta: «Le posso assicurare che di sinistra non c’era proprio nessuno. Non so se lei si rende conto, ma questa sua logorrea crea confusione nei cittadini».

Bagarre Inutili i tentativi di smorzare i toni del consigliere del Gruppo misto Orlando Masselli. A cui è seguito l’intervento del consigliere di Alternativa popolare Andrea Sterlini, chiedendo di inserire all’ordine del giorno di ogni futuro consiglio comunale la discussione sul nuovo ospedale di Terni, quale «cosa più importante della città». Poi ha ripreso la parola Spinelli esprimendo, tra le altre cose, solidarietà all’assessore regionale Barcaioli per quanto successo la scorsa settimana in Regione, dando il là a un’accesa discussione che ha portato alla sospensione della seduta. Al rientro in aula e qualche strigliata della presidente Sara Francescangeli per i tumulti, il consiglio comunale ha votato la proposta di Sterlini: all’inizio di ogni consiglio comunale si parlerà dell’ospedale finché «non si troverà una soluzione».

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