di Maurizio Troccoli
Bandecchi proprio non ce la fa a rinunciare alle minacce fisiche. E’ notoriamente più forte di lui. Riconoscerà almeno al suo istinto di non tenergli testa, invece di giustificarsi con le provocazioni. Questa volta le minacce fisiche le ha trasferite anche in Regione, come se ogni centimetro che calpesta diventasse il campetto da bocce o il bar dove giocare a carte. A Perugia per la seconda volta si propone come paladino dell’ospedale pubblico di Terni, dopo avere difeso strenuamente lo stadio clinica, curando in maniera ossessiva i suoi interessi personali e immaginando che la gente non lo sappia, non se ne accorga o se ne dimentichi.
Come opportunamente gli ha ricordato, oggi, in una nota, l’assessore regionale Barcaioli. Ieri ha detto proprio così: «Se mi alzo, di voi non resterà neppure un brandello». Aveva al suo fianco la presidente della Regione che gli ha dato ospitalità. Ma figuriamoci se la presenza di una donna, a pochi centimetri, possa fare arrossire il massiccio rasato che si autoconvince di intimidire. A Umbria24 era anche sfuggita come notizia, fino a stamattina, quando a ricordare dell’accaduto è stata una nota dell’assessore. Bandecchi non soltanto non intimorisce nessuno (parlano su tutte le immagini di Terni, quando manifestanti più massicci di lui gli hanno fatto abbassare la cresta che non ha), ma non richiama neppure l’attenzione mediatica di un tempo. Come si dice: a furia di abbaiare, anche le orecchie del vicino si abituano alla molestia. Resta il fatto che con lui, sotto la Regione, non è riuscito che a raggruppare 4 amici, nonostante il tema maggiormente sentito da ogni comunità. L’ospedale pubblico. Che Bandecchi crede di cavalcare con la considerazione più che palese che ha dei cittadini, a partire da quelli che governa nella seconda città dell’Umbria. Aspettiamo solo di vedere pubblicato su una delle sue pagine social un video alla Trump che scarica escrementi dall’aereo lungo viale Brin.
«Quanto accaduto nelle democratiche sale di Palazzo Cesaroni ha del surreale, il sindaco Bandecchi dimostra ancora una volta la mancanza di rispetto per le istituzioni e ancor di più per il ruolo che ricopre», ha dichiarato ogi in una nota stampa l’assessore regionale Fabio Barcaioli commentando l’episodio. L’assessore ha ricordato come per anni il sindaco avesse concentrato «la propria iniziativa sul progetto dello stadio-clinica, legato a interessi privati, trascurando invece la questione dell’ospedale pubblico». «Dopo il ricorso al Tar e la virata della Giunta Regionale in favore dell’ospedale pubblico, quel progetto è di fatto passato in secondo piano», ha spiegato.
Secondo Barcaioli, il sindaco avrebbe tentato di riciclarsi come paladino dell’interesse comune sul tema dell’ospedale, «al quale fino ad allora non aveva mai dedicato troppe attenzione». Nel corso del confronto, concesso dalla presidente Proietti, Bandecchi avrebbe citato «numeri a caso» e, una volta contraddetto, ha reagito insultando i presenti e minacciando anche l’assessore. «Dire ‘state attenti, se mi alzo in piedi di voi non resta neanche un brandello’ è un grave atto che travalica ogni limite del confronto democratico», ha proseguito Barcaioli.
L’assessore ha ribadito che «sul piano politico non faremo alcun passo indietro nella difesa del ruolo delle istituzioni e del rispetto che esse meritano». Sul piano giudiziario, ha aggiunto, «non può passare l’idea che sia normale, in una sede istituzionale, che un sindaco minacci fisicamente un rappresentante della Regione. Le istituzioni sono il luogo del confronto e del dissenso, non dell’intimidazione, e chi non accetta di essere contraddetto dimostra di non essere all’altezza del ruolo che ricopre».
All’assessore Barcaioli fa eco il consigliere Fabrizio Ricci, anche lui di Avs che pubblica il post con il video della minaccia: «Queste le parole – scrive – rivolte verso noi consiglieri e consigliere e in particolare verso l’assessore Fabio Barcaioli, dentro il Consiglio Regionale, da chi è già rinviato a giudizio per minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, minaccia a un corpo politico. Parole gravissime e indegne di chi riveste un incarico istituzionale. L’ennesima conferma della totale inadeguatezza di questo soggetto».
Bandecchi, sabato, attraverso l’Asnsa, replica a Barcaioli definendolo «un provocatore seriale» e «un uomo di zero valore politico». Bandecchi sostiene che le parole dell’assessore gli «scivolino addosso» e che le minacce imputategli siano state ingigantite. Ribadisce che tutta la sala ha assistito al comportamento provocatorio di Barcaioli, ammonito anche dalla presidente Proietti. Il sindaco chiede infine alla presidente di «rimettere a posto» l’assessore. La polemica si inserisce nel dibattito sul nuovo ospedale di Terni.
