di Maurizio Troccoli

Sembra un altro Bandecchi, quasi non lo si riconosce. Circondato da energumeni che non lo temono fisicamente, anzi lo sfidano, scendono sul suo terreno, quello della fisicità, lo incalzano, gli puntano la fronte, appare subito dimesso, contenuto, controllato. Avrà avvertito un brivido alla schiena questa mattina a Terni, il sindaco Bandecchi, quando in diversi, e fisicamente tonici, l’hanno circondato dicendogli, tra le altre tante cose: «Non ti vergogni a pronunciare quelle frasi sulla Palestina?». Poi l’uomo a uomo, muso a muso, insomma immagini che fino a oggi non s’erano viste, in una Terni, che questa mattina gli ha detto forte e chiaro: se è questo il linguaggio che capisci meglio «non fai paura a nessuno».

E il messaggio sembra averlo capito bene, nei termini che forse meglio comprende, atteso che le contestazioni istituzionali che hanno fatto seguito alle sue dichiarazioni sulla Palestina, dal Parlamento in giù, lui non le teme. Al massimo le risolve con battute all’arringapopolo sui social, baldanzoso e sfacciato. O nei tribunali, a suon di denari ad avvocati, perchè il denaro permette questo e altro.

Ma i muscoli no. Quelli ti portano fino a un certo punto. Oltre il quale non puoi che fare retromarcia, come quella che i ternani, kefiah al collo, gli hanno fatto fare questa mattina. Insomma ha assaggiato una Terni differente, che fino a oggi non aveva conosciuto neppure con gli ultrà, il sindaco Bandecchi. Una Terni che gli ha mostrato se non l’acciaio il muscolo, rispetto al quale – questo dicono le immagini – l’energumeno ha abbassato la cresta.

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