Non si calmano le acque a Terni dopo le ultime affermazioni del sindaco, Stefano Bandecchi, sui bambini di Gaza. In città c’è chi si sta organizzando, anche con appelli sui social, per presenziare lunedì mattina in consiglio comunale mentre le forze progressiste scenderanno in piazza sabato 4 ottobre. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia e del Gruppo misto annunciano che non parteciperanno alla massima assise del 29 settembre: «Riteniamo quindi inaccettabile assistere a un consiglio comunale nel quale il sindaco, presumibilmente senza chiedere scusa, tenterà ancora una volta di legittimare ciò che ha scritto. Se per essere attenzionati bisogna necessariamente dare il peggio di sé, purché se ne parli allora noi, ternani eletti dai cittadini, dichiariamo pubblicamente che non intendiamo seguire questa deriva». Intanto è stata lanciata una nuova petizione per chiedere le dimissioni del primo cittadino sulla piattaforma Change.org.

La posizione di FdI e Gruppo misto «Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Terni e i consiglieri Cinzia Fabrizi e Orlando Masselli del Gruppo Misto, comunicano formalmente che non prenderanno parte al prossimo consiglio comunale previsto per lunedì – si legge nella nota dei consiglieri di minoranza -. Non si tratta di una scelta politica in senso stretto. Siamo davanti a un punto di rottura che supera qualunque dialettica istituzionale, qualunque confronto tra visioni diverse, qualunque opinione sull’attualità internazionale. Ci troviamo di fronte a un baratro etico, culturale e umano. Le ultime parole pronunciate e scritte dal sindaco di Terni non sono più politica. Sono un’ostentazione mediatica indegna, un tentativo di trasformare le istituzioni in un palcoscenico personale, piegato a logiche di puro showbiz e questo non possiamo più accettarlo. In un momento storico in cui tutti sembrano diventati esperti di geopolitica, ci teniamo a chiarire: questa non è una posizione né pro-Palestina né pro Israele. È semplicemente una difesa della dignità umana, prima ancora che politica». Aggiungono: «Quelle parole, che ci vergogniamo perfino a ripetere, hanno superato ogni limite di decenza, di umanità e di rispetto. Ciò che rende ancora più intollerabile l’uso di queste espressioni è che vengono utilizzate da chi, essendo sindaco e presidente della Provincia rappresenta una comunità territoriale e delle istituzioni ed è pertanto tenuto a svolgere tali funzioni con “disciplina e onore” come recita la nostra Costituzione. Non è la prima volta che Bandecchi riesce ad avere un palcoscenico nazionale per il linguaggio che utilizza e per come si rivolge agli altri, può anche essere che questo sia il suo modo di attirare l’attenzione, ma noi non possiamo abituarci o considerare normale tutto ciò. Come cittadini ternani e come consiglieri comunali non ci possiamo rassegnare». «Lunedì lasciamo il palco al sindaco, alla sua giunta, al suo consiglio, ma sia chiaro: non arretriamo di un millimetro, non indietreggiamo rispetto alla nostra capacità propositiva. Siamo e resteremo sempre quelli che non hanno alcun timore di questionare, confrontarsi e battagliare su ogni aspetto amministrativo e politico. Con altrettanta fermezza diciamo che non intendiamo scendere agli inferi dell’indegno, dove il dibattito viene sostituito dal disprezzo e la responsabilità istituzionale dal protagonismo volgare – chiosano -. Noi restiamo cittadini tra i cittadini e non saremo parte di questa deriva».

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