Oggi in Senato l'audizione informale della presidente

«Le Regioni hanno approfondito le questioni relative ai costi standard e fabbisogni in sanità nell’ambito dello schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale, e hanno anche raggiunto un’intesa con il Governo nella Conferenza unificata del 16 dicembre 2010, dimostrando la loro leale collaborazione istituzionale». Lo ha dichiarato Catiuscia Marini, vice coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e presidente della Regione Umbria, nell’audizione informale presso la Commissione igiene e sanità del Senato sullo schema di decreto legislativo sulla determinazione dei costi e fabbisogni standard nel settore sanitario.

I punti che rimangono aperti «Intesa che va rispettata – prosegue Marini -. Restano però ancora dei punti aperti che interessano in particolare l’individuazione delle Regioni benchmark (ossia quelle da individuare come punto di riferimento, ndr). Altro aspetto importante è da considerare il criterio della rappresentatività nell’area geografica, e quindi anche l’incidenza della piccola dimensione regionale. E soprattutto abbiamo chiesto che le regioni benchmark rappresentino un terzo della popolazione residente. Infatti – spiega la presidente – potremmo avere il caso che queste Regioni non siano così significative e rappresentative rispetto al peso della popolazione. Inoltre non condividiamo i criteri individuati. Oltre l’età della popolazione, infatti, vanno considerati anche, ad esempio, le caratteristiche socioeconomiche, epidemiologiche, etc. E l’individuare questi criteri deve essere un punto d’intesa, in quanto vi possono essere modificazioni nel tempo. Quindi vanno concordati. Va anche considerata l’esperienza del Patto della salute come accordo pluriennale, che permette così una migliore programmazione delle risorse. Infine – conclude Marini – è stata anche ribadita la richiesta della Conferenza delle Regioni al Governo di istituire un tavolo permanente congiunto con il compito di monitorare l’attuazione del decreto sul federalismo fiscale».

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