di M.Troc
L’aveva annunciato a Perugia alla Festa dell’Unità di Ponte Valleceppi e l’ha confermato oggi a Firenze in un incontro con il presidente Rossi. «Entro l’anno partirà insieme a Enel il progetto per portare la banda ultra larga in tutte le case italiane e passare da ultimi in classifica ai primi d’Europa».
L’annuncio L’ha spiegato con queste parole Antonello Giacomelli, sottosegretario alla Comunicazione, ai tanti perugini presenti all’appuntamento organizzato dal Pd giovedì ‘Banda larga, perchè non possiamo farne a meno’ a Ponte Valleceppi dove erano presenti, tra gli altri, anche Antonio Nicita, sottosegretario all’Agcom, Sergio Boccadutri, coordinatore area Innovazione Pd, Maria Pia Rossignaud, direttore Media Duemila e Stefano Bigaroni, responsabile Agenda digitale per l’Umbria.
Rivoluzione per l’Italia Provando a riassumere, Giacomelli ha annunciato il piano del governo come una rivoluzione per l’Italia, praticabile innanzitutto sul piano dei costi, grazie alla possibilità di fare passare la fibra o, come in molti la definiscono, ‘il cavo’ della banda ultralarga, direttamente dalla rete dell’Enel. Non giungere quindi soltanto fino alla strada, ma fino alle case, dove Enel sta per rinnovare (nel 2016) tutti i contatori italiani per passare all’era ‘digitale’. Un’opera, ha detto Giacomelli a Perugia, che «non è pensata per le attuali esigenze del Paese, ma per quelle dei prossimi anni, collocando l’Italia da ultima in classifica nelle graduatorie europee per l’accesso alla rete internet, a prima».
Servizio universale Insomma Giacomelli ha spiegato che affinchè ciò avvenga bisogna avvicinarsi al modello ‘universale’ dei servizi per non lasciare nessuno indietro. Quindi non rispondere soltanto a logiche di mercato ma raggiungere quelle aree a «fallimento di mercato». La dove il privato non andrebbe a mettere la fibra perchè antieconomica, mentre lo stato ha il dovere di andarla a posizionare e superare il problema del digital divide, che crea cittadini di serie A e B, per l’accesso alla conoscenza. Giacomelli, con parole semplici «così come l’hanno spiegato a me – ha tenuto a precisare -» ha spiegato ai presenti quale scommessa rappresenti per l’Italia il fatto di agganciare in un momento storico come questo l’opportunità che viene offerta dal fatto che Enel avvii questa colossale opera in tutta Italia, sfruttabile per la rete ultralarga. Un paese come il nostro – ha detto – deve comprenderne le potenzialità, economiche ma anche sociali. Rete ultralarga significa che l’accesso crescente a internet potrà essere adeguatamente supportato. Mentre oggi sappiamo che se in un palazzo ci sono due persone che si collegano allora reggiamo, ma se si dovessero collegare tutti e tutti volessero vedere un video in internet, allora comprendiamo che la rete a disposizione non regge. Invece – ha continuato a spiegare – siamo nell’era in cui la televisione scomparirà per l’attuale maniera di essere consumata. Tutti vedranno la televisione con apparecchi diversi, mobili, e con contenuti on demand. Dobbiamo essere in grado di fornire le strade per cui questo si possa realizzare. Come anche la possibilità per i servizi sociali, come quelli sanitari ad esempio, di essere alla portata di tutti. E come infine i servizi turistici. Un paese come l’Italia deve essere messo nelle condizioni che, qualunque operatore, piccolo o grande che sia, dalla signora che affitta la camera, alle grandi imprese del turismo, possano comunicare al mondo le loro eccellenze e, dal mondo, ognuno possa prenotare, comodamente da casa, programmandola nei dettagli, la sua vacanza in Italia».
I soldi Insomma Enel ha annunciato l’avvio dell’operazione ‘contatori intelligenti’ dal 2016. Intanto dal versante delle risorse il governo fa sapere che ci sono 2,2 miliari sbloccati dal Cipe, parte del fondo nazionale per lo sviluppo e la coesione e che si vanno a sommare ai 2,1 miliari di fondi europei delle Regioni. Entro il 2020 i fondi saranno arrivati a 5 miliardi e l’operazione – secondo Giacomelli – dovrebbe essere compiuta, per la nuova era digitale del Paese.
