«Un atto di estrema gravità che incrina ulteriormente l’ordine internazionale e normalizza l’uso della forza come strumento di dominio». Così in una nota l’assessore alla Pace della Regione, Fabio Barcaioli, condanna l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela. La presa di posizione arriva a qualche ora dall’azione militare statunitense contro il Paese sudamericano.
La legge del più forte Barcaioli parla di una scelta che segna un ulteriore arretramento delle regole condivise tra gli Stati e rafforza una visione dei rapporti internazionali fondata sulla forza. Nella nota diffusa, l’assessore richiama anche la figura del presidente americano, affermando che «la legge del più forte, quella del presidente Trump, continua a imporsi in un mondo in cui la guerra viene trattata come pratica ordinaria contro Stati e popolazioni».
Violazione del diritto Secondo Barcaioli, le motivazioni ufficiali dell’intervento non reggono a un’analisi più ampia. Dietro il richiamo alla lotta al traffico di stupefacenti, sostiene, vi sarebbe «l’intento di esercitare un controllo sulle ingenti risorse primarie del Venezuela, secondo una logica di stampo coloniale e imperialista». Un’azione che, a suo giudizio, rappresenta una violazione evidente del diritto internazionale e che rischia di aprire la strada a nuovi interventi unilaterali.
Un precedente pericoloso L’assessore sottolinea come l’uso della forza sancisca di fatto il primato di chi dispone di maggiore potenza militare, creando «un precedente pericoloso, che legittima l’arbitrio e svuota di senso le regole condivise della comunità globale». Da qui l’appello al Governo italiano affinché assuma una posizione chiara. Barcaioli chiede all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni una condanna netta dell’attacco e un impegno concreto per la tutela dei cittadini italiani eventualmente presenti nell’area coinvolta.
Pace Nella sua riflessione, l’assessore richiama anche la responsabilità politica dei leader mondiali e il ruolo della comunità internazionale, ricordando che «il presidente degli Stati Uniti non è il presidente del mondo» e che il silenzio di fronte a simili azioni rischia di trasformarsi in una forma di complicità. La nota si chiude con un richiamo più generale al valore della pace: in un contesto globale segnato da conflitti e tensioni crescenti, Barcaioli ribadisce che «oggi, più che mai, è necessario riaffermare il rifiuto della guerra e richiamare con forza il valore universale della pace».
Presidio Intanto per sabato alle 18 è stato convocato dal Coordinamento Disarmiamoli un presidio di protesta «contro l’aggressione imperialista Usa». All’appuntamento, che si è tenuto alle 18 di fronte alla sede regionale della Rai di via Masi, hanno partecipato alcune decine di persone.
Il Pd A prendere posizione è anche il Pd dell’Umbria condanna con fermezza l’intervento militare, definendolo «un’azione che non solo viola la sovranità di uno Stato», ma che rischia di affermare «un ordine mondiale dominato dalla legge del più forte», mettendo in secondo piano diritto internazionale, diplomazia e dialogo. Il comunicato sottolinea la gravità di azioni compiute senza il rispetto delle regole e degli organismi internazionali che hanno garantito pace e cooperazione tra i popoli.
Mobilitazione Pur ribadendo «nessuna simpatia per il regime di Maduro» e condannando «le gravi violazioni dei diritti umani», il Pd umbro afferma che le crisi interne di un Paese devono essere risolte attraverso strumenti politici e diplomatici, non con la forza militare, che finisce per aggravare il conflitto e la sofferenza della popolazione. Per questi motivi, il partito aderisce all’appello della Camera del Lavoro di Perugia e sostiene una mobilitazione pacifica per il rispetto della sovranità venezuelana e del diritto internazionale. Viene infine lanciato un invito a partecipare al presidio previsto lunedì pomeriggio sotto la Prefettura di Perugia, come segno di solidarietà al popolo venezuelano e di impegno per la pace e i diritti umani.
