di D.B.
«Una piattaforma civica per Assisi». Stefania Proietti, ingegnere di 41 anni, rompe gli indugi e scende ufficialmente in campo per la corsa a sindaco della città serafica. In un documento l’ingegnere parla di una piattaforma «che raccoglierà le migliori competenze, forze e capacità della società civile per metterle al servizio della città di Assisi». Sul suo nome sta ragionando da qualche tempo il Pd cittadino, che nel giro di qualche giorno, probabilmente entro lunedì, dovrebbe sciogliere il nodo e decidere su quale cavallo puntare. In ballo c’è anche il nome di un altro ingegnere, quello di Gianluca Fagotti, ed è proprio su quest’ultimo e su quello di Proietti che il partito deve trovare un’intesa che ancora non c’è. Entrambi però rispondo a uno schema, quello che prevede la costruzione di una candidatura in grado di intercettare il maggior consenso possibile e in grado di parlare anche a mondi che stanno al di fuori del Pd.
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L’appello Proietti, gradita anche al mondo cattolico cittadino, si appella «alle migliori forze della città» affinché «intraprendano insieme a noi un percorso nuovo» e punta su alcune parole chiave come ambiente, vivibilità, accoglienza, sviluppo, lavoro, innovazione, legalità, cultura, sinergia, unità e bene comune. «Chi abita questa città – dice – ne conosce le enormi potenzialità, a volte inespresse, ed ha il dovere e la responsabilità di costruirne il futuro. Un futuro sostenibile, di accoglienza, di solidarietà. Assisi può diventare una città-laboratorio, un faro per la sostenibilità, un apri-pista per nuove soluzioni di impresa e innovazione sociale, un punto di riferimento per un nuovo umanesimo, per nuovi percorsi di custodia del creato e di pace. In questo particolare momento storico, è davvero impressionante il numero delle persone che ci hanno chiesto un impegno civico e che hanno deciso di mettere a disposizione le proprie competenze e capacità per Assisi».
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Soluzioni Proietti parla anche della volontà di organizzare tavoli tematici di lavoro con imprese, associazioni e cittadini per cercare di trovare soluzioni a problemi come le persone più fragili, la tutela dell’ambiente, l’accoglienza, il turismo, il lavoro e lo sviluppo sostenibile, i servizi a cittadini e imprese, la cultura e la formazione e il volontariato. Una discussione dalla quale «ottenere una visione programmatica dalla quale scaturiscano linee di azione definite che potranno essere intraprese nel prossimo futuro». «Crediamo – conclude – sia il momento di pensare la nostra Assisi in grande, guardando lontano, oltre l’efficientismo o la logica dell’emergenza, con una visione strategica e uno sguardo di insieme che abbracci tutte le sensibilità e metta a frutto tutte le migliori potenzialità. Guardando avanti proviamo a proiettare Assisi nel futuro con tutta la sua forza simbolica ed evocativa di città dove sono nati San Francesco e Santa Chiara, ma al contempo come città e territorio reale e vivo, fatto di persone, creatività, idee e azioni».
Twitter @DanieleBovi
