di Daniele Bovi
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«Il sindaco Ricci sta pagando le cambiali andate in scadenza così da poter vincere la campagna elettorale». E’ l’accusa lanciata dal segretario regionale dell’Idv Paolo Brutti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta lunedì a Perugia sul nuovo Piano regolatore di Assisi. Con Brutti, nella sala «Pagliacci» della Provincia il consigliere provinciale Franco Granocchia, quello comunale di opposizione Paolo Marcucci (della lista civica Buongiorno Assisi) e gli esponenti del comitato «La sentinella del Subasio». Un piano regolatore che secondo Brutti «compromette la tutela del paesaggio di Assisi e il vincolo di tutela imposto dagli anni Cinquanta, che prescriveva la difesa da ogni alterazione». I timori si concentrano non tanto sul centro storico quanto sulle frazioni come Sterpeto, San Gregorio e a monte di Capodacqua, «le cui perimetrazioni urbane sono state ampliate» e sulla «fascia di rispetto» del Subasio, istituita nel 1972 e, secondo Marcucci, «ridotta senza alcun motivo».
I dati Secondo i dati forniti da Marcucci la capacità edificatoria del nuovo Piano è stata volutamente sovradimensionata in fase di progetto, «sfondando in maniera enorme e del tutto priva di necessità – è stato detto – la soglia massima prevista per legge (10% del volume esistente) per la nuova edificazione». Le stime di Marcucci, ingegnere, parlano di 500 mila nuovi metri cubi di volumetria per le zone residenziali che si sommano a quella residua del vecchio Prg, tutta riconfermata così da arrivare a 1,2 milioni di metri cubi di nuova edificazione residenziale. Una cifra a cui si arriva anche «tenendo conto anche delle oltre 320 osservazioni di privati, con richiesta di maggiori cubature o cambio di destinazione a residenziale, accolte dal consiglio comunale – dice Marcucci – subito prima delle elezioni della primavera 2011».
Niente confronto L’ingegnere spiega poi che a questi 1,2 milioni va aggiunta anche quella volumetria che i progettisti del Piano hanno considerato come «consolidata», e cioè «tutta la cubatura residenziale relativa a lottizzazioni approvate (sulla carta) ma ancora non edificate». Con ciò si arriverebbe a due milioni di metri cubi senza dimenticare le volumetrie in zona agricola che non sono a servizio dell’attività agricola ma sono ormai «residenziali». Al sindaco viene poi rimproverato il mancato confronto sul Piano, privo di una fase partecipativa. «Il sindaco – dice Marcucci – usa il Piano come una leva elettorale, aggiungendo cubature a cubature a fronte dell’invenduto che caratterizza un mercato immobiliare in recessione».
Linee guida senza valore Sul banco degli imputati anche le linee guida per il restauro del paesaggio ed il piano di gestione del sito Unesco che, sottolinea Marcucci, «non hanno alcun valore prescrittivo: sono semplici indicazioni che il progettista può o meno accogliere. E’ una truffa». «La cosa inaccettabile – rincara Lanfranco Silvestri, una delle “sentinelle del Subasio” -, non sta solo nell’aumento di cubatura ma nelle concessioni individuali dei tanti proprietari di case e annessi agricoli che, se accontentati, punteggerebbero a macchia di leopardo tutta la costa del Subasio, sortendo lo stesso effetto che ha patito Gubbio e in parte Spello, contaminati nella loro bellezza dalle edificazioni sottostanti e circostanti».
Brutti: Provincia intervenga Secondo Brutti Regione e Provincia dovrebbero far sentire forte le loro voci. Quest’ultima in particolar modo, che esercita una competenza delegata dalla Regione, non dovrebbe «limitarsi a constatare le cubature: deve fare una valutazione anche qualitativa. Abbia questo coraggio. Se non si prende atto di ciò possiamo anche andare all’opposizione, poi vediamo chi si unisce a noi».
