Ricci non fa cene? Il suo rivale di centrosinistra Carlo Cianetti sì, precisando che «si paga rigorosamente alla romana». Ma la guerra alla conquista della Rocca si combatte anche con manifesti e volantini e da qusto punto di vista Cianetti attacca: «Ricci usa i soldi di tutti per farsi propaganda». E sul no al confronto: «Ci teme».
Cene e feste Al sindaco uscente che, come riportato da Umbria24.it, sosteneva di fare una campagna al minimo: senza cene né feste, Cianetti (vincitore delle prima rie per il centrosinistra) in una nota replica che «la nostra campagna elettorale è stata e sarà all’insegna della sobrietà, della vivacità e del divertimento. Faremo feste e cene (pagate rigorosamente alla romana), ma anche tanti incontri andando nei luoghi dove i cittadini si incontrano: nei bar, nelle palestre, nei campi sportivi, nei teatri, nelle piazze, nei supermercati».
Ricci sobrio? Fa sorridere «Abbiamo pochi soldi – continua Cianetti – frutto dell’autofinanziamento, ma quei pochi ci basteranno. Per le primarie abbiamo speso circa 2 mila euro. Crediamo che per il resto della campagna elettorale serviranno altri 4-5 mila euro. Fa sorridere Ricci quando parla di sobrietà. Da tre mesi ci tempesta con manifesti, depliant, gigantografie, per le quali ha già speso decine migliaia di euro».
Usa soldi di tutti per propaganda «E poi – chiede Cianetti – come fa a parlare di sobrietà uno che sta usando i soldi di tutti noi cittadini per farsi propaganda?». Spiegando che «nella case di tutte le 11.440 famiglie del Comune è arrivato un libriccino che raccoglie i manifesti pubblicati negli ultimi anni. Un regalino, una sorta di gadget con fini elettorali, pagato dalla pubblica amministrazione».
Ricci teme il confronto «Sappia inoltre Ricci – prosegue il candidato del centrosinistra – che il rifiuto del confronto con gli altri candidati-sindaco non nuoce al sottoscritto e a Bartolini, ma danneggia i cittadini, che da quello scambio di opinioni e di idee trarrebbero altri elementi di valutazione dei candidati. Chi teme il confronto – conclude Cianetti – ripudia la democrazia e la trasparenza».

