Consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Dan. Bo.

Meno risorse per finanziare la legge sulle politiche di genere, più per i servizi socio-assistenziali a favore di famiglie, minori e disabili; una scelta sulla quale il centrosinistra che governa la Regione, o meglio il Pd, si è rotto. In commissione Bilancio infatti, dove l’assestamento di bilancio è stato approvato a maggioranza (5 sì e 3 no, mentre il 24 il testo arriva in aula per l’ok definitivo) è passato anche un emendamento del pd Eros Brega con il quale si tolgono risorse alla legge sulle politiche di genere per destinarle ai servizi socio-assistenziali: l’ok è arrivato dai due dem bocciani presenti in commissione (Brega e Smacchi) insieme a Carbonari (M5S), Mancini (Lega) e Nevi (FI) mentre contro ha votato il resto dei dem (Chiacchieroni e Solinas) e Biancarelli (Umbria più uguale).

La rottura Che sull’assestamento ci fosse nervosismo specialmente dentro il Pd è stato chiaro fin dal giorno dell’ultima Direzione regionale dei dem, quando fu proprio Brega a chiedere che fosse la Direzione a occuparsene perché nel documento «ci sono scelte da condividere». Semaforo verde c’è stato per tutti gli emendamenti presentati dalla giunta, come i 3,2 milioni di euro aggiuntivi per il riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi del sistema regionale a seguito del riordino delle Province (in pratica le risorse regionali trasferite nel corso degli anni per turismo e artigianato e rimaste inutilizzate); ok anche ai 700 mila euro per le ex comunità montane, necessari perché «molti Comuni non versano le proprie quote» e 500 mila per la Provincia di Perugia per la delega che riguarda il Trasimeno.

ASSESTAMENTO, TUTTE LE MISURE PREVISTE

Emendamenti Trecentomila euro in più ci sono per il testo unico su sanità e sociale, e in particolare per i minori, 150 mila in più andranno all’Agenzia forestale per la protezione della fauna selvatica, 60 mila per quei Comuni, colpiti dal terremoto del 1997, che devono intervenire con poteri sostitutivi a causa di privati inadempienti, 20 mila in più andranno all’Accademia di belle arti di Perugia (che conterà così su un finanziamento complessivo di 100 mila euro) e, infine, per gli spettacoli ci sono 90 mila euro in più. Niente da fare invece per altri due emendamenti di Brega (altri 50 mila euro da destinare agli oratori togliendoli sempre alle politiche di genere e 30 mila per interventi a favore delle famiglie da sottrarre all’Accademia), e per quelli del centrodestra: da quello con il quale si proponeva di istituire il patrocinio a favore delle vittime di fatti criminosi a quelli che proponevano di togliere il contributo che famiglie e professionisti devono versare a proposito degli impianti energetici, tema sul quale la giunta farà comunque un approfondimento.

La polemica Niente da fare neppure per Ricci, che chiedeva 50 mila euro per il Centro italiano di studi sul turismo e sulla promozione turistica, 90 mila per interventi in materia di sicurezza urbana togliendoli ad azioni in materia di immigrazione, diritto di asilo e protezione umanitari; 150 mila euro per i danni alla fauna selvatica e 50 mila per i servizi socio-assistenziali prelevandoli da interventi a sostegno dello spettacolo. Durante la discussione il capogruppo di FI Nevi ha parlato di «nuove tasse per gli umbri per coprire i fallimenti del centrosinistra», mentre Ricci si dice «rammaricato» per la bocciatura dell’emendamento sul Cst.

Il dibatitto All’attacco anche Carbonari a proposito dell’acquisto, da parte della Regione, di alcuni beni del consorzio Tns per un totale di 7,5 milioni di euro: «Acquisto inspiegabile – dice – dopo anni di scandali ed enormi perdite. La malagestione viene trasferita sulle spalle dei cittadini». Dubbi sull’emendamento approvato a firma Brega arrivano poi dalla dem Alessia Dorillo (Sinistra e cambiamento). «Credo che in una fase come questa – dice – sia davvero importante prevedere risorse a favore dei servizi socio-assistenziali per le famiglie, i minori ed i disabili ma sarebbe molto utile cercarne di aggiuntive e non sottraendone da quelli stanziati per il disegno di legge sulle politiche di genere. Il percorso di parità essenziale passa anche per la nostra capacità di farci un investimento serio, in primo luogo culturale».

Le Democratiche Critiche sull’ok all’emendamento Brega arrivano anche da parte delle Democratiche della provincia di Perugia: «Senza fondi – dicono – non possono vedere la luce testi legislativi di grande interesse e che testimoniano posizioni avanzate su temi come le politiche di genere e i diritti civili». «L’auspicio – aggiungono – è che si possa porre velocemente rimedio a quello che consideriamo un grave errore».

Twitter @DanieleBovi

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