L’arresto di Giovannino Antonini nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione in atti giudiziari condotta dalla procura di Roma fa discutere un pezzo della politica umbra. Secondo il consigliere regionale dell’Idv Paolo Brutti le accuse a carico dell’ex dominus della Banca popolare di Spoleto «sono inquietanti e viene da chiedersi – scrive – quali effetti abbiano prodotto i suoi dodici anni alla presidenza e i ventidue in Consiglio d’amministrazione sull’economia spoletina e umbra in genere. Chiediamo ai giudici una pronta verifica delle accuse, ma anche un approfondimento delle indagini per verificare se i metodi contestati nell’ordinanza d’arresto siano stati adottati in altre sedi o in altri livelli e se ciò sia avvenuto in virtù di ulteriori connivenze».
Brutti all’attacco E nel ricordare che proprio «l’Italia dei valori presentò a suo tempo un’interrogazione parlamentare sul tema», Brutti si preoccupa della «salute della banca, dei suoi correntisti e delle migliaia di soci della cooperativa Scs, che non debbono in alcun modo essere travolti dalle imputazioni mosse ad Antonini». Brutti conclude infine con «l’apprezzamento alla magistratura spoletina e ai pochi organi che in questo lungo periodo hanno tenuto alta l’attenzione sui fatti Bps». Parole che fanno saltare sulla sedia il coordinatore regionale dell’Udc Maurizio Ronconi: «Quello dell’Idv – sostiene – è allarmismo al limite della legittimità».
Ronconi: fate allarmismo «L’ex presidente Antonini – sottolinea – risponderà alla magistratura riguardo alle accuse che gli sono mosse, ma eludere il particolare che lo stesso Antonini da mesi non ricopre più cariche all’interno della BpS e neppure nella Credito e Servizi, e che comunque quello di oggi è un procedimento che esula del tutto dalla gestione dell’istituto bancario, è un esercizio pericoloso. E questo detto da chi non ha mai assunto difese d’ufficio e tanto meno presentato interrogazioni parlamentari in merito». Ronconi infine esprime solidarietà ai dipendenti di Bps e a quelli di Scs: «L’Udc – conclude – è a difesa dell’istituto bancario umbro nella consapevolezza del ruolo esercitato e che soprattutto eserciterà a favore dell’economia dell’Umbria».
