di M. To.
Era stato il primo, a farsi avanti. Con largo anticipo. Valerio Mecarelli, medico, responsabile della chirurgia d’urgenza al Santa Maria, a maggio del 2013 aveva presentato la lista civica ‘Terni da salvare’ e, adesso è pronto a partire.
La candidatura L’idea, spiega Mecarelli, «è maturata dopo che un gruppo di amici; di diversa estrazione sociale e politica, ma con un unico ideale comune; mi ha proposto di candidarmi con un obiettivo preciso: fare qualcosa per questa città in agonia». Chiara, insomma, anche la scelta di campo: «Come ternano – dice Mecarelli – tengo molto alla mia città e, anche per tutti coloro che l’hanno scelta per stabilirvisi, voglio contribuire alla sua crescita».
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Il programma Quello che ‘Terni da salvare’ ha elaborato è un programma «composito, ma ovviamente aperto al contributo di tutti quei cittadini che, nelle prossime settimane, vorranno approfondirne la conoscenza negli incontri che organizzeremo», ma essenzialmente «vogliamo una città sicura, eco-compatibile e fruibile da tutti, nella quale incarichi pubblici e promozioni siano frutto di merito e non discrezionali, nella quale il rapporto tra il mondo scolastico ed universitario sia davvero in sinergia con quello del lavoro, il cui il sostegno alle piccole imprese sia reale e non solo annunciato». Da medico, ovviamente, un tema ‘forte’ è quello della sanità: «Immagino una struttura ospedaliera ripensata in termini nuovi e più moderni, ma più in generale una sanità rivolta prevalentemente alla prevenzione».
Le aspettative Mecarelli è deciso: «Questa non è una scelta motiva da ambizioni personali, ma dalla volontà di contribuire a fare di Terni una città più tranquilla, con la voglia di crescere, capace di offrire nuove opportunità, tutelare le attività commerciali, il mondo imprenditoriale con nuove opportunità, i giovani in cerca di lavoro, le famiglie sempre più in difficoltà e oberate dal peso di un sistema fiscale iniquo e da costi sempre più alti dei servizi». Governare la città, per lui, deve puntare a «vedere i giovani condividere spazi aggreganti in armonia con le loro esigenze di vitalità e allegria, vivere in un ambiente meno inquinato e a misura d’uomo, costruire un rapporto fattivo e collaborativo col mondo dello sport, della scuola, dell’università, dell’associazionismo, del volontariato, dei rappresentanti di tutto il modo del lavoro».

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