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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 17:26

All’Isuc la spunta Stramaccioni: inammissibile la candidatura Forlin. L’ex deputato è il nuovo presidente

Il professore della Stranieri sarà al vertice dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea per i prossimi cinque anni

Alberto Stramaccioni

di Daniele Bovi

Se l’ufficialità arriverà solo all’inizio della prossima settimana, sull’esito non ci sono dubbi: per i prossimi cinque anni sarà Alberto Stramaccioni a guidare l’Isuc, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea. Gli uffici del consiglio regionale hanno trasmesso giovedì al diretto interessato gli atti relativi alla nomina. La procedura per l’individuazione del nuovo presidente era partita a fine maggio e a luglio sul tavolo erano state depositate solo due candidature: quella di Stramaccioni e quella di Francesco Forlin, 43enne insegnante di Filosofia alle superiori e, in passato, candidato per un posto in consiglio comunale prima con Scelta civica e poi con la Lega.

LA BATTAGLIA PER L’ISUC TRA DESTRA E SINISTRA

La battaglia Una vera e propria battaglia tra centrodestra e centrosinistra, alla fine della quale a spuntarla è stato Stramaccioni, sceso in pista a poche ore dal gong quando in corsa c’era solo Forlin. Sessantacinquenne professore di Storia contemporanea all’Università per stranieri di Perugia (nelle prossime ore il rettore Valerio De Cesaris darà il necessario ok alla nomina), Stramaccioni è stato tra i vertici del Pci-Pds-Ds-Pd per lungo tempo. Il professore ha fatto parte della segreteria perugina del Pci, è stato segretario provinciale del Pds e dei Ds dal ’92 al 2001, ricoprendo lo stesso ruolo nel neonato Pd tra il 2008 e il 2010; tra il 2006 e il 2008, inoltre, è stato anche deputato per l’Ulivo.

La nomina Stramaccioni è risultato l’unico profilo idoneo, dato che la candidatura di Forlin è stata giudicata inammissibile sulla base della normativa regionale che disciplina le nomine. Tra le cause di esclusione c’è infatti quella che riguarda «coloro che prestano, non sporadicamente, consulenza alla Regione o agli enti, società od organismi soggetti a controllo regionale o siano legati agli stessi da rapporti di collaborazione continuativa». Il docente di Filosofia, in passato, ha lavorato per l’Isuc nel settore didattica e formazione ma da sinistra c’è chi, in questi mesi, gli ha imputato la mancanza di pubblicazioni relative ai temi di cui si occupa l’Istituto; pubblicazioni che invece non mancano in ambito filosofico. I termini per la nomina sarebbero scaduti a breve e l’unica alternativa all’ok a Stramaccioni sarebbe stato l’annullamento della procedura e la riapertura dei termini, per la quale però sarebbe servita una ragione giuridica solida.

Il futuro La riforma approvata ad aprile prevede che il presidente sia eletto dal consiglio regionale su proposta del presidente dell’Assemblea «previa intesa» con quello della giunta, e Donatella Tesei è certo che avrebbe gradito un altro nome al posto di quello di Stramaccioni. Secondo la riforma, inoltre, al posto del cda di sette membri arriverà un consiglio scientifico-istituzionale formato da quattro persone (tutti studiosi nel campo delle scienze storiche e sociali) più il presidente, al quale spetta un compenso lordo pari al 10% di quello di un consigliere regionale, che è di oltre 11 mila euro. Stramaccioni si troverà subito sul tavolo molti problemi da risolvere: dalle casse vuote al personale con anni di precariato alle spalle (i contratti scadranno tutti a fine anno), dal pensionamento del direttore al piano di lavoro per i prossimi anni.

Twitter @DanieleBovi

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