Damiano Stufara, capogruppo Prc in Consiglio regionale (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«La maggioranza scelta dagli elettori è stata un’altra: in Umbria cambiarla è possibile, ma tutto dovrebbe passare attraverso il voto». Il consigliere regionale del Prc, Damiano Stufara con Umbria24 commenta così l’intervista all’assessore regionale Gianluca Rossi in cui si prospetta una regione «non immune» da conseguenze in caso si realizzasse l’asse tra Pd e Udc. «Io trovo – prosegue – che siamo in un momento cruciale in cui il Pd sta sostenendo politiche scellerate e dannose per il Paese. L’alleanza tra forze centriste e moderate sarà un danno per l’Italia e a quel punto, come già detto nel corso del nostro congresso, ci vorrà l’unità di una sinistra che dovrà portare avanti politiche alternative a quelle del governo Monti».

In caso lo scenario fosse quello di un’alleanza tra progressisti e moderati, come si affronterebbero gli altri due anni della legislatura Marini?

«Credo che questo innanzitutto dovrà chiarirlo il Pd. Certo, ci potevano dire prima delle amministrative che l’idea di alleanza era un’altra. Il banco di prova sarà costituito dalla scelta delle politiche e dei programmi. Con la svolta centrista, in Umbria verrebbe meno l’esperienza di buon governo che ha caratterizzato la nostra regione. Una svolta con la quale il Pd sceglierebbe gli interessi di determinati poteri anziché quelli generali e quelli dei lavoratori. E poi la maggioranza scelta dagli elettori umbri nel 2010 è stata un’altra: cambiarla è possibile, ma tutto dovrebbe passare attraverso il voto»

Una maggioranza, quella attuale, che martedì in Consiglio sulla «Vertenza Umbria» proposta dal Prc si è divisa in due.

«In Consiglio è andata in scena la prova generale di quanto sopra: si è preferito difendere a priori le scelte del governo Monti invece che tutelare il lavoro. Penso che abbia ragione Paolo Brutti quando dice che il documento era un assist che la presidente e il Pd potevano prendere per andare a segno. Una proposta che arrivava dalle categorie economiche e dal mondo del lavoro e che poneva questioni prioritarie per l’Umbria. E’ anche stato detto che ci si confronta sui tavoli ufficiali, ma poi ci vogliono i risultati: a dicembre si era raggiunto un accordo per i fondi sul Tpl, ma poi l’aumento non c’è stato. Anzi, ora con la spending review verrà tagliato»

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