di Daniele Bovi

Ancora qualche ora di mediazione e poi il testo con le nuove addizionali Irpef regionali approderà sul tavolo della giunta per essere pre-adottato. Vista l’assenza della presidente Catiuscia Marini infatti la seduta dell’esecutivo, programmata per lunedì pomeriggio, è stata rinviata a martedì mentre in mattinata il centrosinistra si è guardato in faccia proprio per discutere delle aliquote. Una riunione che è assomigliata all’esibizione di un coro polifonico, vista la molteplicità delle posizioni, ma alla fine sullo spartito dell’assessore al Bilancio Fabrizio Bracco dovrebbe finire questa ipotesi: un mini extra-gettito da 400 mila euro, che uscirebbe solo dalle tasche di coloro che dichiarano più di 75 mila euro all’anno, da destinare a capitoli come la non autosufficienza e l’emergenza abitativa. La giunta, per bocca di Bracco, ha nuovamente illustrato le due opzioni note da giorni: gettito invariato con leggeri incrementi per le ultime fasce, oppure l’extra-gettito di cui sopra con aggravi più pesanti sempre per le ultime fasce.

La riunione Le posizioni di partenza erano note e sono state ribadite anche lunedì mattina: Rifondazione e Idv puntavano ad un ‘tesoretto’ da 1,6 milioni da destinare a non autosufficienza ed emergenza abitativa, mentre dall’altra parte della barricata i socialisti, il capogruppo pd Renato Locchi e il consigliere democratico Barberini sono schierati per l’invarianza. Più possibilista l’ex segretario regionale della Cgil e attuale consigliere pd Manlio Mariotti. La partita insomma è ancora aperta anche se il tavolo sembra essere sgombro dall’ipotesi di un surplus da 1,6 milioni. Molto più probabile che la mediazione di Bracco porti l’extra-gettito a quota 400 mila euro. Secondo le simulazioni fatte dalla giunta, di cui Umbria24 è in possesso, le nuove addizionali regionali (una rimodulazione per scaglioni imposta a livello nazionale dal decreto legge 68 del 2011), che si sommano all’1,23% stabilita dallo Stato, dovrebbero essere queste: esenti quelli che dichiarano fino a 15 mila euro, 0,40% tra 15 e 28 mila, 0,48% tra 28 e 55 mila e 0,49% tra 55 e 75 mila.

LE SIMULAZIONI DELLA GIUNTA: LA TABELLA

Le simulazioni Poi, oltre 75 mila euro (in Umbria, come spieghiamo più diffusamente qui, neppure 10 mila persone), due possibilità: 0,50% o 0,60%. In questo 0,10% sta la differenza tra l’invarianza e quei 400 mila di cui sopra, mentre per raggiungere gli 1,6 milioni auspicati da Prc e Idv i due partiti chiedevano lo 0,90%. In pratica, per chi dichiara 100 mila euro, tra lo 0,60% e lo 0,90% l’aggravio annuale sarebbe stato di 75 euro. Non certo un salasso. Ma come si tradurranno in euro tutte queste percentuali per i contribuenti umbri? Secondo le simulazioni chi dichiara 16 mila euro ne risparmierà 28, 20 chi dichiara 20 mila e dieci quelli che ne mettono nero su bianco 25 mila. In sintesi, fino a 25 mila euro (fascia nella quale è compreso quasi il 60% degli umbri) in tasca rimarrà qualche euro in più, mentre l’effetto è neutro per quelli che dichiarano 29.450 euro.

I rincari Dopo, iniziano i rincari: partendo da un’ipotesi di addizionale di 0,50%, per quelli che guadagnano 40 mila euro l’aggravio sarà di 30 euro (110 euro il totale dovuto), 72 per un reddito imponibile di 55 mila euro, 130 per 75 mila (totale 280 euro), 205 per 100 mila euro (totale 405 euro), 355 per 150 mila (totale 655), 505 per 200 mila (totale 905) e 805 per 300 mila euro (totale 1.405). Le cifre si alzano se l’addizionale sarà dello 0,60%: per quelli che dichiarano 100 mila euro si parla di altri 25 euro in più, 125 per una dichiarazione da 200 mila e 225 per una da 300 mila euro. Complessivamente, secondo le dichiarazioni 2012 (quindi relative all’anno di imposta 2011), gli umbri hanno versato per l’addizionale regionale 149 milioni di euro, di cui 18 sono quelli relativi alla maggiorazione regionale.

Twitter @DanieleBovi

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