di D.B.
La mobilitazione di istituzioni e politici per il salvataggio della Provincia di Terni, la cui cancellazione è prevista nel testo della manovra di Ferragosto, non si ferma neanche col solleone. E mentre il 29 di agosto il presidente Feliciano Polli ha convocato una seduta del consiglio «aperta e straordinaria» chiamando al capezzale un po’ tutti, pure il vescovo Vincenzo Paglia, le proposte sul campo in questi giorni sono due.
Pd Terni: a riequilibrare siano le Regioni La prima l’ha lanciata nella giornata di giovedì il Pd di Terni che, dopo aver criticato aspramente i contenuti della manovra, chiede di «sostituire il decreto con una norma più stringente che metta in capo alle Regioni il riequilibrio delle circoscrizioni provinciali o la soppressione delle Province con legge regionale sentiti i Comuni». Chiaro che l’opzione su cui puntare sarebbe la prima. Nell’intervista rilasciata dall’assessore regionale al Bilancio Gianluca Rossi, ternano doc, a Umbria24.it, Rossi chiede ai parlamentari di intervenire per modificare il decreto proprio in questa direzione: «Il governo fissi costi e criteri – ha detto Rossi – e poi lasci decidere le Regioni in autonomia».
Verini: servono gli stati generali La seconda l’ha messa in campo il deputato veltroniano Walter Verini con un’intervista al Giornale dell’Umbria di giovedì, proposta che consiste in una sorta di stati generali regionali: «Come Umbria – ha ribadito venerdì l’onorevole con una nota -dobbiamo cogliere questa occasione per una discussione e per decisioni rapide. Per questo ho lanciato la proposta di mettere insieme Regione, Province, Comuni, parlamentari e, in poco tempo, definire soluzioni credibili e serie di autoriforma regionale, di semplificazione, di riduzione e soppressione di enti intermedi. Li ho chiamati stati generali – aggiunge – ma non è il nome che conta, quanto la sostanza. Ho visto che la sostanza di questa proposta è stata ripresa da qualcuno: bene sia allora il sistema umbro, nel suo insieme, a dare risposte efficaci al bisogno di semplificazione, riduzione dei costi, velocità di decisione delle nostre istituzioni di fronte ad una società che richiede questo».
E il Psi punta sull’Assemblea costituente Una proposta che sembra piacere anche al Psi ternano che, tramite il suo capogruppo in consiglio Zefferino Cerquaglia, parla di «assemblea costituente». «Tutti i poteri locali e la stessa Regione Umbria – spiega Cerquaglia – elaborino una proposta condivisa da presentare come autonoma scelta del proprio modello organizzativo politico istituzionale». «Propongo – dice – di indire una Assemblea Costituente delle autonomie locali della Regione Umbria nella quale le rappresentanze elettive si confrontino ed elaborino un modello organizzativo basato sull’equilibrio tra i vari territori, un adeguamento funzionale delle strutture più piccole, una attribuzione di competenze e funzioni snella, efficace ed economica».

