di Gordon Brasco
La locandina recita «dal regista di Dallas Buyers Club» e per molti versi è la presentazione più azzeccata che si potesse fare. Anche in questo film Jean-Marc Vallée impone alla storia una direzione ben precisa che sta tutta nel viaggio come metafora di rinascita: se Matthew McConaughey (protagonista di «Dallas Buyers Club») era stato costretto ad affrontare il lungo decorso della sua malattia per scoprirsi più umano e fragile di quello che avrebbe mai pensato, Reese Witherspoon inizia un cammino fisico più che psicologico per cercare di ridare alla sua vita quella forza che serve ogni giorno per alzarsi dal letto ed affrontare la realtà che ci circonda. Entrambi i protagonisti iniziano il loro viaggio demoralizzati, stanchi e messi ko da avvenimenti che non avevano programmato e da cui non sanno difendersi. Il loro rialzare la testa sta tutto nella caparbietà umana del non arrendersi e di imparare giorno per giorno ad arrangiarsi con quello che hanno sotto mano, ma mentre in «Dallas Buyers Club» gli avvenimenti sembrano davvero mischiati come accade nella vita vera in questo «Wild» qualcosa non funziona. Il regista è talmente preso nel raccontarci la lunga marcia di Cheryl da non accorgersi di aver dato vita a una sceneggiatura mediocre, non tanto nel racconto in se ma piuttosto nel come è stato condensato il viaggio della Witherspoon, dove si alternano incontri positivi e negativi, occasioni buone e occasioni cattive, con una cadenza così regolare da sembrare scandite da un metronomo.
Crescita Per non parlare poi dell’uso del meteo per avallare gli stati d’animo della protagonista: pioggia uguale tristezza, caldo uguale pericolo, neve uguale romanticismo…roba che un bambino di sei anni già giudicherebbe un po’ infantile. Reese Witherspoon è brava nel mostrare le varie tappe di crescita del suo personaggio e pur non avendo proprio il fisico da campeggiatrice indomita che si carica sulle spalle venti chili di zaino la sua interpretazione è sicuramente sopra la sufficienza. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì ma con alcune riserve: la storia sarebbe pure interessante ma a zavorrare la narrazione c’è una sceneggiatura poco realistica (eventi buoni e cattivi alternati a scadenza regolare) che fa perdere interesse alle vicende di Cheryl perché non riesce a instillare nello spettatore l’illusione della veridicità. Non mettiamo in dubbio che gli incontri fatti e tutte le vicende del film non siano vere (dopotutto si tratta di una biografia), è che mostrate così e stipate in due ore di proiezione la storia sembra più una parabola religiosa che un fatto realmente accaduto. Bellissimi i panorami che supportano gli stati d’animo della protagonista accompagnandola in questa lunga marcia per ritrovare se stessa, un viaggio che ci ricorda a tratti «Into the Wild – Nelle terre selvagge» (film del 2007) ma senza arrivare a quell’intensità narrativa che Sean Penn era riuscito così bene a imprimere al film. Perciò se vi accontentate di un lavoro a metà e avete voglia di veder qualche scorcio mozzafiato d’America andate al cinema, non ne sarete delusi.
Un film di Jean-Marc Vallée. Con Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski, Michiel Huisman, Gaby Hoffmann. Biografico, Ratings: Kids+16, durata 115 min. USA 2014. 20th Century Fox.
Trama: Cheryl vive un periodo di grandissimi turbamenti. Dopo la morte prematura della madre e traumatico fallimento del suo matrimonio si ritrova da sola alla ricerca di un motivo per vivere e per andare avanti. Decisa a ritrovare se stessa affronta così un viaggio a piedi attraverso l’America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo.
Perugia
Postmodernissimo: 16.00 / 18.00 / 20.15 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.30 / 22.30
