di Maurizio Troccoli
E’ il risveglio dopo le notizie della probabile vendita del Perugia Calcio. La città appare un po’ stordita, un po’ sfiduciata e anche cauta. Allo stadio Curi è un deserto: non c’è un’anima, il parcheggio è vuoto, come anche le strutture all’interno dello stadio. Fuori, al bar, in diversi si incontrano per una colazione. Unico argomento: la vendita della squadra da parte di Santopadre. Prime perplessità: sarà vero? Oppure è solo una manovra per poter dire di averci provato a vendere? Seguono i timori: e se i nuovi ci portano in serie D? Non sarà meglio tenerci questo presidente che, non fosse per i soldi che ci ha speso, ci vuole ritornare in serie B? Il resto ruota intorno: tra chi non addebita tutte le colpe al longevo presidente e chi, pur essendo d’accordo con questa premessa afferma che è il momento di un cambiamento, in questa piazza da serie B.
