di Gordon Brasco
Di solito ci teniamo alla larga dai film di animazione…è un genere che non ci appassiona né ci attrae ma questa volta era d’obbligo fare un’eccezione. Sarà che apparteniamo alla generazione che il «Pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel» (così recitava la sigla del cartone animato degli anni ’70) lo seguiva in tv e che ha sognato più di una volta di far parte della ciurma dell’Arcadia, così vederlo finalmente sul grande schermo è come un desiderio che finalmente si avvera. Non è la prima volta che Harlock finisce protagonista di un film ma è la prima volta che per farlo si usa una computer grafica pazzesca e un 3d spettacolare e allora poco importa se il Capitano raccontato nella storia non è proprio corrispondente ai canoni di Leiji Matsumoto e se la storia non è proprio originalissima (anzi diciamo pure piuttosto simile a qualche Guerre Stellari); quello che colpisce in pieno è il risultato finale, qualcosa che difficilmente i vecchi fan del cartone animato anni ’70 possono lasciarsi sfuggire.
Harlock dimezzato Shinji Aramaki compie una scelta precisa ma anche controversa nel rendere Harlock una figura quasi terza alla storia, parzialmente in ombra ai fatti e ai conflitti che si susseguono nel film: precisa perché per il regista giapponese Harlock doveva rimanere comunque protetto da un’aurea leggendaria quasi mitica, quindi rinuncia ad analizzarne la psicologia, almeno non come ci si aspetterebbe da un film che porta il suo nome, piuttosto ne consolida le virtù già note (la sua morale incrollabile, il suo essere taciturno e imperscrutabile, il suo odio verso ogni forma di tirannia) senza però concedere spazio alla parte più tragica del personaggio. E questo ha portato molti a criticare aspramente il film, sostenendo di trovarsi di fronte a un Harlock dimezzato, usato come scusa per mettere in scena l’ennesimo conflitto spaziale visto e rivisto.
Emozione forte Secondo noi queste critiche non sono del tutto ingiustificate ma c’è anche da considerare un aspetto non secondario, ovvero che il personaggio di Capitan Harlock è talmente complesso e sfaccettato da richiedere non uno ma almeno tre film: dopotutto il cartone animato di Leiji Matsumoto era stato considerato all’epoca uno dei più complessi mai realizzati e non per la storia raccontata ma bensì per tutte le implicazioni drammatiche e sentimentali che legavano i vari personaggi gli uni agli altri. Perciò riteniamo accettabile che Aramaki abbia optato per un Harlock «a metà» per rilanciare il personaggio e il suo mito. Se si fosse imbarcato nel tentativo di infilare tutto in un unico film forse avrebbe finito per assemblare un polpettone galattico di una complessità tale da scoraggiare i meno appassionati. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì a patto che siate degli appassionati di film d’animazione e soprattutto di Capitan Harlock. Avrete la possibilità di vedere in 3d il vostro mito d’infanzia in tutto il suo splendore, magari non proprio come lo sognavate da bambini ma dateci retta…l’emozione sarà forte comunque.
Un film di Shinji Aramaki. Con Shun Oguri, Haruma Miura, Yu Aoi, Arata Furuta, Ayano Fukuda. Titolo originale Space Pirate Captain Harlock. Animazione, durata 115 min. Giappone 2014. Lucky Red.
Trama: Nel 2977 Captain Harlock e la sua ciurma ribelle in cerca di vendetta sono l’unica risorsa per i 500 miliardi di esseri umani esiliati della Terra e decisi a farvi ritorno. Gli umani sono stati braccati per anni da una sanguinosa battaglia nelle galassie e una Coalizione corrotta che mira a controllare l’intero universo. Una Coalizione decisa ad eliminare il pirata e nemico giurato, arrivando ad infiltrare Logan nell’Arcadia, il fratello più giovane di Ezra, nuovo leader della Coalizione. Ma le cose non sono sempre come appaiono.
Perugia
Gherlinda: 14:30 17:00 18:55
Uci Cinemas Perugia: 14.45 17.15
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 20:10 22:30
The Space: 14:55 15:55 17:20
