di Gordon Brasco

Era il lontano 1947 quando l’America diede sfogo a tutte le sue paure sull’ex alleato comunista della seconda guerra mondiale e tra le tante azioni scellerate intraprese diede vita anche al famigerato Comitato per le attività antiamericane, una specie di caccia alle streghe in versione moderna dove chi veniva accusato non aveva molte scelte: o confessava e faceva i nomi dei propri compagni di sventura o finiva in galera; comunque sia la propria vita veniva cancellata e, con essa, lavoro, famiglia e amici. La storia di David Trumbo è la parabola di uno degli sceneggiatori più famosi e pagati di Hollywood («Vacanze romane» vi dice nulla?) che da un giorno all’altro dalle feste di Hollywood si ritrova in un’aula di tribunale: seguono udienze stile inquisizione spagnola, carcere, lavoro sotto falso nome e riscatto finale. Tutto troppo scontato? In effetti essendo un film sulla vita di uno dei più talentuosi scribacchini di Hollywwod ci saremmo aspettati un copione un po’ più articolato, magari con qualche approfondimento in più sui lavori di Trumbo, sulle manie dei tanti registi con cui ha lavorato…insomma un po’ di spessore che potesse dare al personaggio interpretato da Bryan Cranston un’immagine a tutto tondo. Il regista Jay Roach invece preferisce rimanere pressoché ancorato ai fatti salienti della vicenda Trumbo un po’ forse per non perdersi in troppe tracce alternative rispetto a quella biografica e un po’ per paura di non saper gestire un genere del tutto nuovo…Roach ha sempre preferito il lato comico del cinema (la serie Austin Power per esempio) e ritrovarsi a raccontare un biopic drammatico è un bel salto.

Contro l’idiozia L’ex Walter White (Bryan Cranston) della oramai serie cult «Breaking Bad» è perfetto, bravissimo nella gestione del personaggio sia nella rappresentazione del successo che in quella drammatica del carcere e della gogna mediatico-sociale…Cranston non eccede mai in spettacolarizzazioni fuori misura in modo tale da non distogliere l’attenzione del pubblico dal vero protagonista del film, ovvero il dramma di chi da un giorno all’altro si vede togliere tutto quello che aveva faticosamente costruito per il solo fatto di avere idee politiche non in linea con il proprio governo nazionale. Geniali alcuni contributi-cameo (uno fantastico con Kirk Douglas) che movimentano un po’ il film e cercano di alleggerirne la drammaticità. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: Bryan Cranston si è meritato la candidatura all’Oscar per questa interpretazione un po’ perché è davvero bravo e un po’ perché qualcuno a Hollywood ancora deve lavarsi la coscienza sulla vicenda Trumbo. La storia è lineare, intensa, un po’ troppo scontata ma comunque interessante. Non è il dramma dell’anno ma è una biografia che racconta le peripezie di chi ha dovuto combattere contro l’idiozia di un’intera nazione per far valere le proprie ragioni, un insegnamento importante da non dimenticare.

Un film di Jay Roach. Con Bryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, Louis C.K., Elle Fanning. Titolo originale Trumbo. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 124 min. USA 2015. Eagle Pictures.

Trama: La straordinaria carriera di Dalton Trumbo, sceneggiatore a Hollywood, giunge la termine quando l’uomo viene inserito nella lista dal Senatore McCarthy per via delle sue simpatie comuniste.