di Gordon Brasco
Intanto lasciateci dire che il coraggio a Giannini davvero non manca, tornare alla regia dopo Ternosecco del 1987 è da considerare un vero e proprio inno alla forza di volontà. L’attore spezzino è uno dei più bravi del cinema italiano, ha fatto tutto e il contrario di tutto anche all’estero, quando per i nostri mostri sacri attraversare anche solo la frontiera con la Francia era tabù, lui se n’è sempre fregato dei tabù, accettando copioni scomodi e lavorando solo per registi che gli assicuravano una libertà recitativa senza censure. Questo Ti ho cercata in tutti i necrologi è un film inusuale, a tratti sorprendente che mischia molti generi senza forse appartenere a nessuno (seppure il thriller è quello più dominante). Giannini basa il copione su una storia vera ma di suo ci mette anche troppo: l’interpretazione di Nikita è volutamente sopra le righe, a tratti grottesca, tanto che in due o tre scene si rischia di tracimare nel comico… ma è tutto studiato, un percorso difficile che lo spettatore subisce più che capire soprattutto nei momenti in cui alle scene d’azione si passa alle fatidiche domande «esistenziali-filosofiche». E di domande il film se ne pone tante, forse troppe, lasciando lo spettatore a un finale che, come la migliore tradizione noir hollywoodiana vuole, non risolve nulla ma anzi pone sul piatto nuove e inquietanti considerazioni.
Provocante imperfezione La parte più fragile del film sembra essere quella affidata alla protagonista femminile Silvia De Santis (Imago mortis – regia di Stefano Bessoni del 2009, Boogie Woogie – regia di Andrea Frezza del 2009) che nel ruolo della femme fatal c’entra come un bicchiere di barolo a una riunione di alcolisti anonimi. Sarà che anche la sua interpretazione è stata decisa a tavolino per essere decisamente esagerata come quella di Giannini, ma a noi non è piaciuta, «per certi ruoli bisogna avere la faccia giusta» ha detto una volta Al Pacino (che Giannini doppia) e noi siamo d’accordo. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì ma con alcune riserve: prendete questo lavoro di regia di Giancarlo Giannini come un esperimento da studiare, è un lavoro che mischia molti generi finendo comunque per essere apprezzato per la sua schiettezza e originalità ma di limiti ce ne sono ed evidenti. Troppa confusione, troppe scene esagerate e troppe domande senza risposta…allora perché spenderci sopra dei soldi? Perché nella sua provocante imperfezione di spunti di genuina bellezza ce ne sono e vista la rarità con cui se ne trovano nel nostro cinema ci sembrerebbe una «bastardata» non apprezzarli appieno.
Un film di Giancarlo Giannini. Con Giancarlo Giannini, F. Murray Abraham, Silvia De Santis, Jeffrey R. Smith, Jonathan Malen. Thriller, durata 90 min. Italia 2012. Bolero.
Trama: Nikita si occupa del trasporto dei defunti al cimitero, con il suo carro funebre. Una sera, quando si trova coinvolto in una partita a poker in una sperduta villa fuori Toronto, il suo destino cambierà per sempre. Per poter estinguere il suo debito di gioco gli viene proposta una caccia all’uomo: 20 minuti separano lui dai creditori che, con i fucili in mano, avranno quel lasso di tempo per stanarlo ed ucciderlo, mentre Nikita avrà il tempo necessario per potersi salvare estinguendo così il suo debito. Sopravvissuto, Nikita entra in una nuova intima dimensione dove il terrore e la follia si insinueranno lentamente e misteriosamente nella sua vita, a tal punto da non desistere dal desiderio di essere ‘cacciato’. L’inaspettato incontro con una bella e giovane donna complicherà la situazione.
Perugia
Uci Cinemas Perugia: 20.00 22.20
