di Gordon Brasco
La vita lavorativa degli attori è legata a una casualità quasi assoluta, con buona pace del talento e di tutte quelle doti che dovrebbero in parte valere qualcosa in questo mestiere. Abbiamo infatti ottimi attori che scelgono progetti titanici che sulla carta appaiono come un successo annunciato per poi naufragare miseramente al botteghino; dall’altra abbiamo copioni stiracchiati su cui nessuno avrebbe scommesso due soldi che diventano il film più visto della storia del cinema, facendo così la fortuna del cast che ci si è trovato in mezzo. Kevin Costner fa parte sicuramente della prima categoria…pochissimi attori hanno inanellato così tanti flop poderosi senza andare poi a nascondersi in qualche villa di Palm Springs e a ubriacarsi per ricordare i (pochi) successi passati. In questo Costner ha dimostrato grande tenacia, non si è arreso al destino che lo ha voluto relegare ai margini di Hollywood e ha continuato a lottare per comparire sul grande schermo. Se però bastasse la tenacia a fare un film decente il lavoro dei critici sarebbe finito. Questo Three days to kill è uno sbadiglio senza fine dove tutto quello che si poteva sbagliare è stato sbagliato: Costner interpreta lo stereotipo dell’agente Cia arrivato a fine corsa con tanto di rapporto sbagliato con la figlia e malattia terminale sul groppone in un mix diabolico di azione-sentimento-dramma così scontato che vi verrà voglia di prendere a schiaffi lo sceneggiatore.
Stereotipi La storia poi si incarta velocemente in un via vai di episodi confusi e stiracchiati, legati tra loro in modo goffo come poche volte abbiamo visto fare…l’unica parte che si salva è l’inizio dove per lo meno si assiste a una sparatoria decente. Ma peggio di tutto è la sequenza di stereotipi che vengono buttati dentro al film e che finiscono per trattare lo spettatore da beota cerebroleso: possibile che l’italiano sia ancora dipinto come mangiaspaghetti dei primi del novecento? Siamo ancora a questo livello d’ignoranza planetaria? Evidentemente no se poi gli stessi americani riescono a fare film dove gli italoamericani sono ritratti in modo decisamente più aderente alla realtà. Così tra una storia sbagliata, una recitazione terribile e una caratterizzazione dei personaggi da cartone animato si chiude questa ennesima fatica di Costner, al quale rinnoviamo tutta la nostra simpatia ma a cui consigliamo di continuare a sfangare uno stipendio con la pubblicità del tonno, oppure di andarsene a ballare con i lupi almeno un’altra decade. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: è un pessimo esempio di come tante cose sbagliate contribuiscano a creare un brutto film. Avete davvero voglia di rivedere Kevin Costner recitare? Accendete la tv e aspettate la pubblicità…dopotutto il canone l’avete già pagato no?
Un film di McG. Con Kevin Costner, Amber Heard, Hailee Steinfeld, Connie Nielsen, Tómas Lemarquis. Azione, durata 117 min. USA 2014. Eagle Pictures.
Trama: L’Agente dei Servizi Segreti Ethan Runner scopre di avere pochi mesi di vita e decide di ritirarsi dal lavoro per recuperare il suo rapporto con la famiglia. Ma i Servizi Segreti gli offrono l’accesso a una droga sperimentale che potrebbe salvare la sua vita. In cambio Ethan dovrà portare a termine un’ultima missione.
Perugia
Gherlinda: 17.10 / 19.45 / 22.20
Uci Cinemas Perugia: 15.00 / 17.30 / 20.00 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 18.10 / 20.20 / 22.30
Terni
The Space: 17.00 / 19.45 / 22.30
