di Gordon Brasco
Già Clint Eastwood affrontò l’apocalisse dello tsunami del 2004 nel suo Hereafter (del 2010), il girato del muro d’acqua che invadeva la città e la protagonista Cécile de France era realmente angoscioso e al contempo spettacolare ma comunque limitato nella sua rappresentazione perché il regista non voleva indugiare troppo su un evento terribile come quello, giusto il tempo necessario alla storia che stava raccontando. Nel film di Juan Antonio Bayona, qui al suo secondo lungometraggio (il primo è stato The Orphanage del 2007), lo tsunami è decisamente più presente che in Hereafter, sia per il tempo dedicato alla rappresentazione del disastro ma soprattutto nella descrizione successiva della devastazione portata dall’acqua, eppure non si scade nel morboso, non è un horror dove l’eccesso serve a sovrastimolare lo spettatore… qui piuttosto si da spazio all’evento naturale che atterrisce lo spettatore proprio in quanto tale, una dimostrazione di potenza incontrollabile di forze che solo uomini sciocchi possono supporre di poter tenere sotto controllo.
Immagini cariche di emotività La storia è molto interessante anche se viaggia con due ritmi completamente diversi: nella prima ora vi ritroverete a guardare un film perfetto sia per tempi che per il recitato del cast, poi i ritmi si allentano e la ricerca da parte del regista catalano di sorprendere ed emozionare lo spettatore a tutti i costi hanno il sopravvento con un inevitabile calo della qualità. L’interpretazione di Naomi Watts (Dream House, regia di Jim Sheridan del 2011 e J. Edgar, regia di Clint Eastwood del 2011) e del piccolo Tom Holland sono così vivide e cariche di emotività da oscurare qualsiasi cosa, il regista dev’essersi accorto di avere per le mani un binomio madre-figlio ispiratissimo dal copione e ha deciso di puntare le macchine da presa su di loro regalandoci così inquadrature fatte da primissimi piani cariche di espressività che poche volte abbiamo avuto la fortuna di ammirare in una sala cinematografica.
Un’ora perfetta Buono anche il contributo di Ewan McGregor che regge la sua parte di tragedia senza eccedere nel dramma, ma decisamente meno convincente della Watts. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo The Impossible? Secondo noi sì: è un film che nella prima ora può considerarsi perfetto sia nella rappresentazione della tragedia che nella recitazione dei protagonisti, poi la narrazione si allunga e il regista si perde cercando di strappare a tutti i costi qualche facile lacrimuccia al pubblico. Sta di fatto però che la sola performance della Watts vale il prezzo del biglietto, capace anche solo con lo sguardo di trasmettere al pubblico in sala tutta l’angoscia di chi, dopo una tragedia terribile come lo tsunami, si ritrova a sperare di ritrovare in vita il resto della propria famiglia.
Un film di Juan Antonio Bayona. Con Naomi Watts, Ewan McGregor, Tom Holland [II], Geraldine Chaplin, Marta Etura. Thriller, durata 114 min. USA, Spagna 2012. Eagle Pictures.
Trama: Maria, Henry e i loro tre figli iniziano un viaggio in Tailandia, ansiosi di trascorrere qualche giorno in un paradiso tropicale. La mattina del 26 dicembre, però, mentre la famiglia si sta rilassando ai bordi della piscina dopo aver celebrato il Natale la notte prima, uno spaventoso boato si leva dal centro della terra. Mentre Maria resta impietrita per la paura, un gigantesco muro di acqua nera attraversa furiosamente la terra davanti all’hotel e si dirige verso di lei.
Perugia
Gherlinda: 16.45 19.20 21.55
Uci Cinemas Perugia: 17.20 20.00 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.30 20.20 22.35
The Space: 17.25 19.55 22.25
