di Gordon Brasco
Mettiamola così: sia chi adora Tarantino che chi lo odia non potrà uscire dalla sala di proiezione senza dire che questa è la sintesi del suo cinema. «The Hateful Eight» è la rappresentazione perfetta dell’anima cinematografica del regista di «Kill Bill» perché ritroviamo declinati all’ennesima potenza tutto ciò che per il regista statunitense vale la pena essere raccontato, di come raccontarlo e, soprattutto, da chi deve essere raccontato. Andando in ordine sparso si può dire che c’è la violenza come mezzo di punizione e regola di vita: nessuno è completamente buono o cattivo, tutti mettono mano alla pistola perché la vita è cogliere l’occasione nel momento che ci si para davanti e le scelte sono o lottare per emergere o arrendersi e affondare. In questo Tarantino è sempre stato chiaro, lui odia chi si arrende, da Vincent Vega a Beatrix Kiddo, da Aldo Raine a Django, nessuno getta la spugna, mai e le conseguenze di solito sono una lunga scia di sangue e cadaveri. Poi c’è il western come lo facevamo noi una volta: storie maledette, in ambientazioni ostili, con girati all’aperto mozzafiato…un po’ è triste dirlo ma Tarantino è l’unico regista del nuovo millennio a omaggiare in modo così totale e appassionato il western all’italiana, triste perché un tale bagaglio culturale sarebbe stato naturale vederlo valorizzato nel nostro paese ma tant’è. Infine ci sono tutti (o quasi) i suoi attori feticcio: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Tim Roth, Michael Madsen… insomma Tarantino si affida al suo cast di sempre per esprimere al meglio il suo cinema, gente di cui si fida ciecamente e che oramai conosce bene le manie del regista del Tennessee e il tipo di recitazione che pretende.
Romantico e spietato Sin da quando sono usciti i primi trailer si sono scatenate polemiche a non finire per l’uso della donna nel film: la povera (si fa per dire visto chi si rivelerà di essere) Daisy si prende tante di quelle mazzate che le femen avrebbero da girare a tette all’aria per i prossimi dieci anni, ma vogliamo davvero avallare la tesi che vedere picchiare qualcuno su uno schermo poi ispiri qualcun altro a farlo nella vita reale? Noi lo dubitiamo fortemente o altrimenti dopo sette stagioni di Dexter il mondo dovrebbe essere pieno di smembratori folli con vetrini di sangue nascosti nel condizionatore d’aria. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è un film intenso, violentissimo e cerebrale, l’omaggio romantico e spietato a un cinema che non esiste più ma che in Italia (e nel mondo) ha lasciato un segno indelebile. Poi ci sono dialoghi da antologia come non se ne sentivano da «Le Iene», fotografia splendida, musiche di Morricone e se avete la fortuna di vederlo proiettato nel formato originale avrete chiara l’apoteosi visiva che il regista voleva imprimere alla storia. Se conoscete una ricetta migliore per un film fatevi sotto e imbracciate la telecamera altrimenti correte al cinema e gustatevi l’ottava fatica di Quentin Tarantino.
Un film di Quentin Tarantino. Con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demiàn Bichir. Western, Ratings: Kids+16, durata 167 min. USA 2015. 01 Distribution.
Trama: Nel Wyoming innevato, pochi anni dopo la fine della Guerra Civile, la tensione si sprigiona in un gruppo di persone intrappolate nel nulla dopo che una tormenta di neve ha danneggiato la loro diligenza. Fanno parte del gruppo bloccato in un saloon, un paio di cacciatori di taglie, un soldato della Confederazione rinnegato e una donna.
Perugia
Postmodernissimo 15.00/ 18.15/ 21.30
Gherlinda: 17.35 / 18.05 / 21.00 / 21.40
Uci Cinemas Perugia: 17.00 / 18.30 / 21.15 / 22.00
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 21.30
Terni
The Space: 15.00 / 18.30 / 19.30 / 22.00 / 22.35
Orvieto
Multisala Corso: 19.00 / 22.00
