di Gordon Brasco
Nicolas Winding Refn, premiato come miglior regista a Cannes 2011, torna con un lavoro davvero interessante. Dopo Bronson (2008) e Drive (2011) ci si aspettava qualcosa di particolare ma che l’autore danese scegliesse questo tipo di approccio per raccontare la sua nuova storia forse non era così scontato. In una Bangkok onirica, dove il rosso è il colore dominante si svolge una storia violenta, dura, così esageratamente asiatica da risultare parodia da B-movie. Tutto concorre a ricreare una sorta di palcoscenico teatrale: dalle luci che tagliano in due facce e maschere, alle inquadrature esageratamente fisse: Refn insiste in questo suo stile scenografico che punta a stupire lo spettatore con un eccessivo realismo senza togliergli l’illusione del cinema, un mix che a volte risulta un po’ stancante agli occhi di chi preferirebbe vivere le vicende dei protagonisti senza interrogarsi troppo sulle intenzioni del regista del tipo «ma con quella luce trasversale che cosa avrà voluto dire?» Pochissime parole tra gli attori, quasi centellinate, come se tutto si dovesse svolgere in un silenzio ben più esplicito di qualsiasi concetto…dopotutto il fulcro centrale del film è la vendetta e la punizione: l’una insegue l’altra, si mischiano, si infettano, determinando una confusione nei ruoli dei protagonisti che è voluta dal regista, a dimostrare che la vita è così, un po’ carezze e un po’ cazzotti, lenta (a volte fin troppo) ma inesorabile.
Dura e seducente Ryan Gosling (oramai pupillo di Refn) si cala nel personaggio in maniera formidabile anche se in questo caso non è lui il «vendicatore» come in Drive ma Vithaya Pansringarm (Chang) che opera con una freddezza e una spietatezza formidabili, quasi come avrebbe fatto un qualsiasi personaggio nato nella testa di Tarantino. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi si: Refn è un regista con del talento da vendere, capace di confezionare storie dure ma seducenti, lente nello svolgimento ma mai banali, che insiste con uno stile tutto suo fatto di immagini-luci-silenzi che vale più di mille parole e un’ossessione per la vendetta che fa riflettere per la sua crudezza inesorabile, come se davvero Dio, nel caso in cui decida di non perdonare, non avesse altra legge che quella dell’occhio per occhio. E poi ritroviamo Ryan Gosling, uno dei nostri attori preferiti…perciò se state cercando un thriller impegnativo, cupo, pieno di sensazioni contraddittorie allora fiondatevi al cinema, questo è il titolo giusto per voi.
Un film di Nicolas Winding Refn. Con Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Tom Burke, Vithaya Pansringarm, Yaya Ying. Titolo originale Only God Forgives. Thriller, durata 90 min. Francia, Danimarca 2013. 01 Distribution.
Trama: Julian è inglese, ma vive a Bangkok ed è un personaggio rispettato nel sottobosco criminale. Insieme al fratello Billy, Julian gestisce un club di thai boxe che è una copertura per lo spaccio di droga a Londra. Quando Billy viene assassinato, la madre Jenna, anche lei a capo di una potente organizzazione criminale, arriva dall’Inghilterra per recuperare la salma. La sua venuta darà il via a una spirale di violenza alla ricerca della vendetta.
Perugia
Gherlinda: 17.50 20.00 22.15
Uci Cinemas Perugia: 17.50 20.10 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.35 22.35
The Space: 17.55 20.05 22.15
