©Fabrizio Troccoli

Il 2024 sarà l’anno in cui dovranno essere depositati i progetti di ricostruzione. A dettare la linea, il commissario straordinario Guido Castelli nella conferenza stampa di fine anno in cui ha indicato le novità per 2024 decise dalla cabina di coordinamento.

Il cronoporgramma Entro il 30 giugno andranno depositati i progetti di ricostruzione di chi attualmente si trova nelle Sae,  nei moduli abitativi rurali e per gli opifici. Per i proprietari di prime case, titolari del contributo di autonoma sistemazione, resta la scadenza del 31 dicembre di quest’anno. Nessuna proroga specifica il commissario. Per dare impulso alla ricostruzione, per la quale, dice Castelli, nella legge di bilancio 2024 è previsto un ulteriore miliardo e mezzo di euro, oltre alla stabilizzazione di 359 dipendenti, è stata spostata al 30 giugno 2024 la possibilità per la qualificazione giuridica della aziende che appaltano i lavori. Occorre trasparenza, dice Castelli, ma anche raggiungere risultatati.

Il Cas Tra le altre novità, la cessazione del contributo di autonoma sistemazione, il cosiddetto Cas, il prossimo 31 marzo 2024 per tutti coloro che al momento del terremoto si trovavano in affitto e quindi non erano proprietari degli immobili danneggiati in cui vivevano. Mentre sul fronte di imprenditori, agricoltori e allevatori, verrà introdotta la possibilità di mantenere per 6 anni – prima di demolirla – la struttura delocalizzata in cui hanno ripreso le attività, contribuendo al 70% dei costi. In situazioni specifiche poi verrà considerata anche la possibilità ci mantenerla. 

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