Bassetti durante la veglia di ieri sera a Perugia

Da Assisi a Perugia, in concomitanza con l’aggravarsi della crisi siriana, è stato un sabato sera di preghiera per la pace. Tanti giovani, famiglie e parroci si sono ritrovati a Perugia nella chiesa di Santa Lucia, dedicata a Maria regina della pace, accogliendo così l’invito di Papa Bergoglio a pregare e a digiunare per la pace. Con l’arcivescovo sul presbiterio c’erano il parroco, don Ignazio Zaganelli, il vicario generale, monsignor Paolo Giulietti, il vicario episcopale per la cultura, monsignor Elio Bromuri, diversi sacerdoti e i laici che si sono avvicendati nelle meditazioni. «Siamo così numerosi questa sera – ha detto Bassetti alla folla che gremiva la chiesa -, perché ci rendiamo conto della gravità dell’ora». All’arcivescovo sono arrivati messaggi di adesione alla veglia per la pace dalla comunità musulmana e dalle istituzioni (Regione, Provincia e Comune). Sulla facciata di Palazzo Donini, sede della giunta regionale, è stato collocato un grande striscione dallo sfondo bianco con i colori dell’arcobaleno e con scritto «Siria: costruiamo la pace».

Il dono della pace «La pace – ha aggiunto Bassetti – è il dono del risorto, il dono della Pentecoste, la grande eredità per tutti i credenti e per tutti gli uomini di buona volontà. E’ questa pace, innanzitutto, come dono e frutto dello Spirito, che stasera noi chiediamo con umiltà ed insistenza al Signore risorto. La vocazione degli uomini e delle donne di tutta la terra di ogni razza e religione, è quella di poter formare una sola famiglia: la grande famiglia umana. Soltanto se tutti gli uomini con l’aiuto di Dio si ameranno gli uni e gli altri vi sarà vera pace nel mondo e tutti i bimbi potranno vivere senza l’orrore della guerra. Signore, stasera noi siamo tanti, ti supplichiamo: allontana dal cuore degli uomini ciò che può mettere in pericolo la pace, confermaci tutti nella verità, nella giustizia, nell’amore ai fratelli. Ascolta il nostro grido unanime: mai più la guerra, spirale di lutti e di violenze, minaccia per tutte le tue creature». «Ricordo e mi martellano dentro e soprattutto nel cuore – ha detto l’arcivescovo avviandosi alla conclusione – le parole di Giorgio La Pira ad un convegno di giuristi del 1951, che citando san Giovanni Crisostomo diceva “Iddio chiederà conto di tutto il mondo a te”. Penso alle mie responsabilità, alle responsabilità dei politici che invece di ripiegarsi sui propri interessi dovrebbero sempre ricercare il bene comune. Penso alla responsabilità dei sacerdoti, dei genitori, di tutti gli educatori: “Iddio chiederà conto di tutto il mondo a te!”».

L’articolo Sull’edizione di domenica de «L’Osservatore Romano» inoltre compare un articolo proprio di Bassetti («Il bene di tutti. La pace supera ogni barriera»), in cui l’arcivescovo sottolinea come «la missione della cristiano nel mondo contemporaneo, a partire dall’impegno incessante per la pace, passa inderogabilmente, come ci ammonisce Papa Francesco, dall’ascolto e da una rinuncia. Prima occorre “sentire cosa ci dice” il Signore e poi bisogna rinunciare a “quello che ci impedisce di seguire da vicino Gesù”. La giornata di digiuno di oggi assume – conclude il presule – un significato profondissimo che non si esaurisce nel tentativo di cercare una soluzione alla delicatissima questione orientale. Quest’opera di pace, questo anelito di amore verso l’umanità intera non è altro che uno degli innumerevoli tentativi di ricerca appassionata verso l’assoluto. Una ricerca che si rivolge al cuore di ogni uomo e interroga la Chiesa universale nel suo incessante sforzo di rinnovamento e purificazione».

Assisi Una veglia di preghiera, alla quale hanno partecipato anche il pastore della comunità anglicana della città del Poverello, quello della comunità copto-ortodossa di Gualdo e il coordinatore della Tavola della pace Flavio Lotti, si è tenuta anche in quella Assisi che attende il 4 ottobre Papa Bergoglio. Nella basilica di Santa Maria degli Angeli il vescovo Domenico Sorrentino ha detto che «se bombardamento ci deve essere» che sia un «’bombardamento’ della preghiera». «Siamo vicini – ha aggiunto – al dramma del popolo siriano». Fuori dalla basilica di Santa Maria, il momento di preghiera è proseguito con una processione con le candele «segno di speranza e di luce».

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