Il mercato ha fatto il suo corso. Da tempo. Come da tempo, la Sir Susa Scai 2026-2027 ha un volto. Per avere una chiara identità, però, c’è necessariamente da attendere per via dei diversi cambiamenti fatti in estate all’interno del roster. Che, contestualmente, si è pure ringiovanito.
Pazienza e fiducia A prima vista, i cambiamenti di cui sopra possono rappresentare delle incognite in vista della prossima annata. Ma per il direttore generale di Perugia, Bino Rizzuto, non è così. «All’inizio del campionato la difficoltà più grande sarà quella di riuscire a dare un volto alla squadra, di riuscire in pochissimo tempo ad adattarsi ai nuovi stimoli e ai nuovi input da parte del coach e dello staff – racconta a Umbria24 – Ma sono aspetti che devono affrontare tutti i top team. Il fatto di aver ringiovanito la squadra può essere un beneficio. Detto questo, bisogna avere la pazienza di far crescere il gruppo. Lo zoccolo duro, in ogni caso, resta la base delle passate stagioni, così come l’idea di gioco. I senatori, ovviamente insieme al lavoro del coaching staff, saranno quelli che daranno un indirizzo alla squadra».
Lato positivo Una squadra che in queste prime settimane si sta allenando a ranghi ridotti: «È una fase complicata – ammette Rizzuto –, è un periodo in cui si cerca di affinare gli aspetti tecnici. Ma è bello pensare che di tutto il lavoro che stiamo svolgendo in questi giorni, ne potranno trarre beneficio anche i ragazzi della Serie B che si stanno allenando con i “grandi” e che hanno la possibilità di essere allenati da Lorenzetti e dal suo staff».
Volti nuovi Che ovviamente hanno gli occhi puntati anche su Kollator, Cappadona e Loreti: «Pur in un periodo complesso come questo, stanno confermando le qualità che ci hanno portato a prenderli»– conferma il diggì – che si sofferma anche su un alto volto nuovo che arriverà a Pian di Massiano nelle prossime settimane: Mathis Henno. «Se può essere l’erede di Plotnytskyi? Assomiglia più a Semeniuk ma diciamo che può essere una via di mezzo tra i due. Può arrivare a quei livelli». Livelli massimi, cui aspirano anche Ferre Reggers e Giovanni Sanguinetti: «Reggers ha tutto per ripetere le cose fatte a Milano. Ogni tanto capiterà che attaccherà meno palloni rispetto a quanto faceva con la sua ex squadra ma saprà adattarsi. Sanguinetti si sta confermando anche con l’Italia. Dovrà adattarsi al livello di Perugia e al numero di competizioni che dovrà affrontare ma avrà il necessario supporto di Loser e Solé».
Sir sul pezzo La chiosa è per la Superlega e la Champions League. «In campionato ci aspetta un inizio scoppiettante e rispetto allo scorso anno ci sarà quasi subito la Supercoppa. Un po’ per tradizione e qualità del sestetto, le avversarie sono sempre le solite. Penso alla Lube che con l’arrivo di Nikolov può avere qualcosa in più, Trento che è una grandissima squadra, Verona ha perso Darlan ma Buchegger potrebbe dargli più continuità di gioco. Piacenza è forte pur se la perdita di Mandiraci può condizionare. La Champions? Sappiamo di avere un bersaglio grosso sulla schiena. È normale e non ci facciamo certo condizionare. Le polacche e le turche, insieme alle italiane saranno avversarie toste così come è abbastanza tosto il girone che andremo ad affrontare. Ma siamo pronti a tutto. Bisogna resistere alle varie situazioni e andare avanti. Sempre».
