Una “denuncia” lucida. Mirata. Da capofila, da “capobranco”, da voce di diversi club europei. Il presidente della Sir Susa Scai Perugia, Gino Sirci, scende in campo in prima linea per difendere gli interessi non solo della sua società, ma quelli di molte altre. Italiane, europee ma non solo.

Nazionali in inverno Ma su cosa si basa la denuncia del numero uno dei Block Devils? Un po’ di conteso. Da qualche mese si parla della possibilità che la Fivb (la federazione mondiale di pallavolo) possa anticipare le competizioni delle nazionali in inverno a partire dal 2028. E dunque nel pieno della stagione dei club. Un po’ come accaduto nel calcio nel 2022, quando i campionati si sono fermati per più di due mesi per lasciare spazio ai Mondiali in Qatar svoltisi tra novembre e dicembre.

Follia La volontà della Fivb non va affatto giù a Sirci, che intervistato dal quotidiano francese l’Équipe, non usa giri di parole per manifestare tutto il proprio disappunto rispetto all’idea di cambiare, anzi di stravolgere il calendario internazionale: «Sta succedendo qualcosa di grave – spiega il patron della squadra reduce dal Grande Slam –. Quello che sta accadendo è un declassamento dei nostri campionati per club. Campionati che sostengono le attività della pallavolo perché individuano, formano e pagano i campioni. Quei campioni che poi giocano nella varie competizioni internazionali. E chi paga? Siamo noi a pagare, io e gli altri club europei. Siamo importanti perché siamo noi a finanziare la pallavolo che costa molto cara per via della concorrenza e delle tasse. Vogliono che il campionato si interrompa nel bel mezzo della stagione. Dobbiamo opporci a questa decisione che è completamente folle. I campionati verrebbero interrotti per due mesi».

Crollo potenziale Il presidente di Perugia prosegue nella sua “denuncia”: «La Fivb vuole passare da 60 milioni di dollari di utili annuali a 105 milioni, quasi il doppio. E come pensa di farlo? Prendendosi il nostro periodo migliore: due mesi invernali durante i quali gli spettatori, gli sponsor, le città e le televisioni possono pagare forse il doppio rispetto a settembre. La Fivb vuole prendersi tutto questo e, nel frattempo, tutti noi stupidi club continuiamo a staccare gli assegni. Questi due mesi di interruzione li paghiamo di tasca nostra, perché veniamo privati del momento migliore della stagione. È un’ingiustizia enorme. A partire dal 2028, il campionato sarà talmente declassato che i club finiranno per crollare. Gli sponsor non ci vorranno più, perché non ci guarderà più nessuno. Se il signor Azevedo (il presidente della Fivb) e la sua squadra decideranno di imporre questo calendario, diventeranno tutti molto impopolari. Perché il club è una religione, un’identità».

Lettera Sirci non ci sta, al punto da essere per certi versi il capofila della “rivolta”. «Ho scritto una lettera a più di 200 club europei, affinché tutti siano consapevoli di ciò che sta accadendo. E stanno rispondendo. Speriamo di creare una nuova unione dei club. Tutta l’Italia è contraria a questo calendario e ci sono anche altre leghe al nostro fianco. La Lega giapponese è contraria, così come quelle della Turchia e degli Stati Uniti».

Speranza Il numero uno dei Block Devils spera in un dietrofront da parte della Fivb per non vanificare gli sforzi fatti da chi, come lui, nel volley ha investito tempo e soprattutto (tanto) denaro. « «Con tutti i soldi che ho investito nella pallavolo negli ultimi vent’anni, avrei potuto costruirmi una villa a Saint-Tropez oppure comprarmi uno yacht di 50 metri. Se sei un presidente come me, che paga con i propri soldi, sei contrario a questo calendario. Lo sport non è soltanto un business. È qualcosa che ti identifica con un territorio, con una città. Non vogliamo spendere i nostri soldi per qualcun altro. Chi stacca gli assegni ha anche dei diritti. Se il signor Azevedo e la sua squadra decideranno di imporre questo calendario, diventeranno tutti molto impopolari. Perché il club è una religione, un’identità. E adesso vogliono prendersi i soldi del club, i soldi degli spettatori, i soldi di questa religione. Siamo già una ventina di grandi club europei che si stanno associando per far sentire la propria voce. Spero che funzioni, che cambino idea».

Nato nel 1984, ha iniziato a scrivere per giornali online specializzati sul basket Nba ed europeo. Dal 2014 al 2025 è stato collaboratore del Corriere dell'Umbria, giornale per cui si è occupato soprattutto di sport. In particolare, ha coperto con assiduità la Sir Safety Perugia e negli ultimi anni il Perugia Calcio. A Umbria24 da novembre 2025.