di Carlo Forciniti
Ha vinto tanto, tantissimo. Quasi tutto. Da assoluto protagonista. Con la maglia della Sir Susa Scai e con quella della Nazionale. Eppure, in Simone Giannelli la voglia di vincere, o meglio di fare tutto quello che serve per provare a farlo, non si placa. Perché è benzina per arrivare pronti al prossimo trofeo da conquistare. Perché è ciò che in allenamento spinge a dare sempre quel qualcosa in più. Per essere migliore oggi e domani di quello che si è stati ieri. Per i fuoriclasse, funziona così.

Adrenalina giusta Non è un caso che alla vigilia delle Final Four di Coppa Italia di Bologna in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio alla Unipol Arena, nel capitano della Sir serpeggi l’adrenalina delle grandi occasioni. L’equilibrio con cui presenta la due giorni emiliana è quello solito. Ma dalle sue parole si percepisce quanta attesa ci sia per un evento dall’alto tasso tecnico. «Non vediamo l’ora di iniziare questa avventura e di portare in campo tutto quello che abbiamo fatto finora – svela Giannelli. Far parte di questa manifestazione è bellissimo. Siamo arrivati alle Final Four facendo un bel percorso in campionato, e contro Civitanova nei quarti di finale».
Maturità La conseguenza è che Perugia si avvicini alla kermesse bolognese in fiducia. Le vittorie aiutano. Ma non c’è solo quello. «Siamo insieme da tre anni più o meno, abbiamo fatto dei passi in avanti importanti. Le tante esperienze che abbiamo fatto ci rendono maturi per affrontare certi eventi. Sono abbastanza tranquillo. La testa libera ti fa essere te stesso, ma serve anche puntare sugli aspetti tecnico-tattici».
Pensiamo a noi L’entusiasmo non manca al giocatore bolzanino ma ormai umbro d’adozione. Come la consapevolezza che il primo ostacolo è di quelli duri, e la convinzione che Perugia abbia comunque tutto quello che serve per ambire con cognizione di causa alla finale. «Verona è un’avversaria molto impegnativa. Sta giocando una pallavolo di buon livello – spiega -. La fisicità e l’efficacia in battuta sono alcune delle sue armi migliori. Oltre al fatto di avere grandi individualità. Christenson è uno dei migliori palleggiatori al mondo. Per giocare bene contro di loro bisogna sopportare i momenti in cui andranno forte, dovremo rimanere tranquilli. Hanno dei momenti veramente buoni dove il loro attacco raggiunge le percentuali più alte del campionato. Andremo a Bologna per fare del nostro meglio per vincere, provando a giocare bene di squadra. In settimana ci siamo allenati bene. Sappiamo cosa fare, come e quando farlo. Sarà una partita combattuta».
Nessuna rivalsa Come lo è stata la gara di campionato e la semifinale dello scorso anno vinta in rimonta da Verona. Ad un anno di distanza, la Sir potrebbe prendersi la rivincita. Ma Giannelli va oltre. «Non la vedo come tale, non si può vincere sempre – puntualizza -. Quando si perde vuol dire che gli altri hanno fatto qualcosa in più. In quell’occasione siamo arrivati un po’ acciaccati alla semifinale. Avremmo potuto chiudere la partita dopo essere andati avanti 2-0 ma non siamo stati sufficientemente bravi. Questa nuova sfida contro Verona la gioco per andare in finale e non per prendermi una rivincita rispetto a quanto accaduto lo scorso anno».
Test da playoff Le due squadre che in campionato sono prima e seconda e separate da cinque punti in favore di Perugia, si rincontreranno alla penultima giornata di regular season. «Giocheremo in un palazzetto difficile. Non siamo mai stati ossessionati troppo dalla classifica. Siamo molto più focalizzati sul migliorare il nostro gioco. Dobbiamo continuare con questa attitudine. Poi arriveranno i playoff e saranno difficili. La trasferta di Verona sarà importante per avere un buon feedback in vista della post season».
Migliorare, sempre Dove Giannelli si candida ad essere uno dei grandi protagonisti. Come compete ad uno dei pallavolisti più in vista a livello mondiale. Per Giacomo Sintini, Giannelli è il più forte giocatore della storia. Il diretto interessato apprezza l’attestato di stima ma non si culla sugli allori. «Ringrazio “Jack” per le belle parole. Dette da lui fanno veramente piacere. Ci ho giocato insieme a Trento quando avevo 16 anni, lo stimo. Ma non voglio pensare a certe cose. Lo ringrazio, ma penso di avere ancora dei margini di miglioramento». Eppure da quando è sbarcato a Perugia è un Giannelli ormai completo. «Sono migliorato in quasi tutti gli aspetti tecnici. Dal punto di vista della gestione della squadra ho fatto dei passi in avanti sia per quello che ho fatto con Perugia che in Nazionale. Quando sono arrivato qui avevo 25 anni, ora ne ho quasi 30, l’esperienza aiuta sempre. Mi ha aiutato a capire come gestire al meglio certe situazioni».
