Massimo Colaci. Foto: Michele Benda/Sir

Una nuova storia. Una nuova pagina. Tutta da scrivere. Certo, il passato più o meno recente è un qualcosa con cui dover fare i conti. I successi ottenuti negli ultimi anni e in particolare nella scorsa stagione archiviata con la notte magica di Torino rappresentano la fotografia di quello che è oggi la Sir Susa Scai Perugia a livello internazionale. E allo stesso tempo, le vittorie di cui sopra devono fungere da stimolo per continuare ad ambire ai massimi traguardi.

Ma il nuovo corso di Perugia, in un certo senso, deve, anzi dovrà provare a splendere di luce propria e non di luce riflessa. Dovrà andare avanti con le proprie gambe. Passo dopo passo. Allenamento dopo allenamento. Partita dopo partita. 

Ambizioni massime Ne è convinto Massimo Colaci, alla prima annata da dirigente. Da direttore tecnico di Perugia che in estate si è rifatta il look. Lo ha fatto ringiovanendosi e inserendo nel roster gente di talento e affamata. Di vittorie. Perché dalle parti del PalaBarton Energy sono sempre le stelle polari da inseguire. «Non dovrà mai mancarci l’entusiasmo. Siamo sempre riusciti a ripartire dopo momenti bellissimi e in questo senso Lorenzetti ha sempre giocato un ruolo fondamentale.  È un coach che ti spinge sempre a migliorare, sa cambiare alcune cose quando c’è necessità di farlo, sa creare entusiasmo. E poi, vincere è così bello che tutti hanno voglia di vivere certe sensazioni, chi ha già vinto e chi ambisce a farlo il prima possibile» – racconta Colaci –.

Niente paragoni Tra questi, Luca Loreti, destinato insieme a Marco Gaggini a raccogliere l’eredità del totem pugliese. L’ex Piacenza ha tutte le carte in regola per esprimersi al meglio in maglia bianconera, ma Colaci avverte. «Sarà importante evitare qualsiasi tipo di paragone – puntualizza –, cosa che vale anche in generale tra la squadra dell’anno scorso e quella di quest’anno. Loreti e Gaggini devono stare tranquilli. Non mi permetto di dare consigli tecnici anche perché in Sir c’è uno staff talmente bravo e preparato che saprà dare i consigli giusti».

Motivazioni Colaci si sofferma poi sulla nuova vita di dirigente. Da direttore tecnico . Un ruolo che lo stimola a dovere come quando giocava. «Tornare al palazzetto seppur in una nuova veste è comunque un’emozione, acuita dal vedere il taraflex tricolore che ci ricorda quanto abbiamo fatto lo scorso anno, un qualcosa che mi rende orgoglioso. A livello personale ho tanta voglia di imparare, di seguire in particolare i ragazzi giovani e anche quelli del settore giovanile. Sono entusiasta di questa nuova sfida. Se mi manca il campo? Ah, in questo momento no perché la fase di preparazione è dura…».