L'esultanza di Wassim Ben Tara in gara tre di finale scudetto contro la Lube. Foto: Michele Benda / Sir

di Carlo Forciniti

Si scrive Wassim Ben Tara, si legge uomo scudetto. L’opposto della Sir Susa Scai ha recitato un ruolo chiave nella serie finale contro la Cucine Lube Civitanova. Sulla scia di quanto fatto durante tutta l’annata. Quella della consacrazione definitiva che vivrà ancora un ultimo e suggestivo capitolo alle Final Four di Torino in programma sabato 16 e domenica 17 maggio.

Il tunisino-polacco ha archiviato gara tre a quota 18 punti, con un eccellente 65% su 23 attacchi. Il più coinvolto dalla “guida” Giannelli che fin da subito e da fuoriclasse qual è, ha fiutato l’ennesima serata di grazia del classe 1996. Che ha ripagato a dovere le scelte del compagno.

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Battuta ritrovata Ma per rendere ancora più senza macchia una prova d’autore, aveva bisogno di un dettaglio che poi tale non è per uno come lui. Per chi di professione è chiamato a mettere a terra palloni in serie: ritrovare quell’efficacia in battuta andata perduta nelle precedenti settimane. All’improvviso e nel momento più critico, l’ex Stal Nysa ha ritrovato la misura dai nove metri. Sotto 1-0 nel secondo set e con la Lube in modalità “fuga per la vittoria”, Perugia è risalita dal 14-20 anche grazie e soprattutto alla ritrovata incisività al servizio di Ben Tara, che ha chiuso la gara con tre ace a referto. Il numero 10 bianconero non realizzava almeno tre servizi vincenti nelle competizioni italiane dal 16 novembre scorso contro Verona. Correva la quinta giornata di campionato. A quasi sei mesi di distanza, Ben Tara ha ritrovato il tocco al momento giusto, all’interno di una finale vissuta da primattore. Così come l’intera post season. In gara 1 sono stati 15 i punti realizzati. Ventitre quelli messi a referto nel secondo atto e che hanno preceduto i 18 utili per permettere a Perugia di vincere il terzo scudetto della propria storia.

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Mvp mascherato Date simili cifre unite ad una costanza di rendimento al di sopra di ogni sospetto, la tavola era apparecchiata per permettergli di vincere il titolo di Mvp della finale. Riconoscimento che poi è andato all’eterno Massimo Colaci. Che con la classe che lo contraddistingue e nel pieno delle celebrazioni, ha servito un assist per il compagno: «Ringrazio tutti per questo premio ma credo che lo meritasse Wassim. In queste gare è stato il migliore». L’Mvp mascherato. 

Tradizione favorevole A Torino, Ben Tara ha tutto per dare continuità a quanto di buono fatto fino ad ora. Forte di uno scudetto che per certi versi rappresenta quello della consacrazione personale per il natio di Tusini. All’Inalpi Arena, la Sir in versione Sicoma Monini sfiderà Varsavia in semifinale. Che l’opposto ha affrontato in più di un’occasione ai tempi in cui militava nel campionato polacco, nello Stal Nysa. E i precedenti del numero 10 contro la squadra polacca sono di tutto rispetto: in 6 partite, Ben Tara è sempre andato in abbondante doppia cifra, con un minimo di 16 punti ed un massimo di 33. Nel mezzo, se così si può dire, 21, 22 e 27 punti. Cifre da bomber di razza. Da giocatore di grande efficacia. Da opposto di livello top. Quello che ha rappresentato in tutta la stagione con la maglia di Perugia. Di cui per certi versi è stato l’uomo scudetto. O comunque, l’Mvp mascherato. Garantisce Colaci.

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