di Carlo Forciniti
La Sir Sicoma Monini partita all’alba di giovedì 14 maggio per Torino, viaggia virtualmente su un doppio binario. Da una parte, tra i bianconeri aleggiano serenità ed orgoglio derivanti da quanto di straordinario fatto fino ad ora in stagione. Dall’altra, nel gruppo vi è l’ambizione di regalarsi un epilogo d’annata degno di quanto raccolto da ottobre ad oggi.
Treno dei desideri Ecco allora che quel treno preso alle prime luci del mattino, può rappresentare il più classico treno dei desideri. Perché la seconda Champions League della storia della società del patron Sirci è lontana appena due partite. Distante una Final Four tutta da vivere. In cui sabato 16 e domenica 17 maggio, Perugia ha in faretra ciò che serve per essere protagonista. A cominciare dalla semifinale contro Varsavia in programma sabato alle 17.
Lorenzetti Come di consueto, alla vigilia di un appuntamento importante come un atto finale di Champions, coach Lorenzetti fa professione di pragmatismo. Senza abbandonarsi a chissà quali voli pindarici. «Abbiamo tanta voglia di fare bene dato che è stato un percorso iniziato tanto tempo fa nella consapevolezza dell’alto livello della manifestazione».
Colaci Pragmatico e sereno anche Massimo Colaci. Per lui non è stata una partenza come tutte le altre. Perché si è tradotta nell’ultima trasferta prima di appendere gli scarpini al chiodo e di aprire un nuovo capitolo da direttore tecnico della Sir. Eppure, sulla banchina ed in attesa dell’Intercity, il fuoriclasse pugliese mostra la solida lucidità di analisi. Per lasciare spazio ai sentimenti, ci sarà tempo. «Le sensazioni sono positive, nel post scudetto siamo riusciti a tenere un buon livello di allenamento e questo sarà fondamentale in previsione della semifinale. Sarà una bella avventura. Andiamo a Torino per fare qualcosa di bello, vogliamo goderci tutte le tappe. Siamo focalizzati solo sulla partita con Varsavia». Sul suo avvicinamento alla due giorni dell’Inalpi Arena, il libero classe 1985 puntualizza: «Saranno le mie ultime due partite ma anch’io come la squadra voglio godermi al massimo la Final Four, un appuntamento così prestigioso e difficile». Alle 6.37, Colaci e la delegazione bianconera salgono sul treno. Le porte si chiudono. Si parte. Spazio ai desideri…




