di Carlo Forciniti
Parola d’ordine, continuità. Ai livelli più alti. È quella che ormai da più di dieci anni caratterizza la Sir in Italia, ma anche in Europa. Nello specifico, in Champions League. Stagione dopo stagione ed al netto dei diversi cambiamenti all’interno del roster, Perugia trova sempre il modo di essere protagonista fino in fondo o quasi. Chiaro sinonimo di eccellenza per un club diventato riferimento assoluto del volley continentale. Ancora di più dopo il trionfo di Lodz nell’ultima edizione.
Eccellenza Dal 2016-2017, annata in cui la società del patron Sirci ha disputato per la prima volta la Final Four nella due giorni di Roma e fino alla stagione in corso, i bianconeri hanno avuto il merito di restare regolarmente al vertice. I Block Devils sono arrivati come minimo sempre in semifinale. Anno dopo anno. Una regolarità di risultati impressionante. Testimonianza della bontà della programmazione e del lavoro svolto dalle parti di Pian di Massiano.
Tra le magnifiche quattro Al PalaEur ed alla seconda esperienza in Champions League dopo che la prima (correva il 2014-2015) si era conclusa ai playoff a 6, Perugia supera la Lube in una semifinale dagli altissimi contenuti tecnici ed emotivi, per poi arrendersi soltanto allo Zenit Kazan. Allora massima potenza continentale. Un anno più tardi, i bianconeri tornano di nuovo sul palcoscenico europeo più importante. Questa volta, la Final Four si gioca a Kazan. La Sir chiude al terzo posto superando nella “finalina” lo Zaksa.
Nuova formula Un anno più tardi, cambia la formula. Non più Final Four. Le semifinali si disputano in una conformazione diversa: andata e ritorno. Sul cammino di Perugia, ancora Kazan che ha la meglio in un doppio confronto in cui la Sir – soprattutto in casa – gioca per larghi tratti alla pari dei russi. La Champions torna ad assegnare il trofeo nel 2020-2021, una volta superata la pandemia che aveva interrotto l’edizione 2019-2020 in cui i Block Devils stavano macinando gioco e risultati in serie. Sia in quell’annata che nella successiva, così come nel 2022-2023, Colaci e compagni si fermano sempre ad un passo dalla finale. Ma si confermano comunque uno dei quattro massimi riferimenti europei. Cosa non da poco. Che ha pochi eguali in particolare negli sport di squadra.
Notte magica Perugia si riaffaccia sul palcoscenico della Champions League nel 2024-2025. Lo fa da campione d’Italia in carica. Con la voglia e l’ambizione di fare l’ultimo passo. Quello verso la gloria. Dopo tanti piazzamenti di prestigio, si va a Lodz, Polonia, con l’ambizione di rompere una volta per tutte il tabù. Primo scoglio da superare, l’Halkbank Ankara. Un’altra semifinale che si frappone tra la Sir Sicoma Monini e il sogno a tinte europee. Questa volta, è un’altra storia. I turchi vengono battuti 3-0. In finale, dall’altra parte della rete c’è lo Zawiercie. Perugia vince i primi due set. Il primo hurrà è ad un passo. Ma i polacchi – di fronte al pubblico di “casa” – non ci stanno a recitare il ruolo di vittima sacrificale. Si va al tie break che sorride alla Sir. A distanza di 9 anni dalla prima vittoria sfiorata a Roma, Perugia trionfa. Si laurea campione d’Europa.
Nuova sfida Dodici mesi più tardi, la squadra di Lorenzetti può legittimamente ambire al bis. Giannelli e soci – freschi di vittoria in campionato – arrivano alla Final Four di Torino forti di 12 vittorie consecutive in Europa. Un altro dato di tutto rispetto. Il migliore di sempre, se se ne fa una questione di successi in sequenza a livello internazionale. Con Varsavia avversario in semifinale sabato alle 17 che sarà la centesima partita di Perugia in Champions League, Perugia può arrivare quota 13. E poi sognare. Sognare di ripetersi.
