Aleksandar Atanasijevic da posto due. Foto: Benda

di Carlo Forciniti

Otto anni e sentirseli tutti. Perché speciali. Unici. Incomparabili. Sono quelli che Aleksandar Atanasijevic da Belgrado, Serbia, ha vissuto con la maglia della Sir Perugia. Un decennio mal contato marchiato a fuoco dal fuoriclasse oggi in forza all’Olympiakos. Dal bianconero di ieri al biancorosso di oggi. Nuove sfumature di una carriera a colori. Piena di soddisfazioni. Personali e collettive. In cui l’opposto ha recitato un ruolo chiave per alcune delle fortune di Perugia. Con cui è cresciuto. Fianco a fianco. Fino a diventare grandi insieme. Fino ad inaugurare – correva l’annata 2017-2018 – un ciclo di vittorie che non si è ancora concluso. “Bata” – questo il soprannome con cui tutti lo chiamavano a Perugia – è focalizzato sul presente. Vuole portare sempre più in alto una delle società più gloriose di Grecia e non solo. Ma guarda anche al passato. Alla “sua” Sir che segue con il medesimo trasporto di quando giocava. E per la squadra che per il diretto interessato non potrà mai essere come tutte le altre, prevede un futuro roseo. A cominciare dalle Final Four di Coppa Italia in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio a Bologna.

Sir, puoi farcela «Perugia ha maggiore esperienza rispetto a Verona – spiega Atanasijevic a Umbria 24 in riferimento alla semifinale contro gli scaligeri -. Non sarà facile avere la meglio di un avversario imprevedibile e che forse dal punto di vista fisico è il migliore al mondo. Ma la Sir ha tutte le armi che servono per battere Verona e vincere il trofeo. E’ una Sir diversa da quando c’ero io, rispetto a 5-6 anni fa. Tende ad avere meno cali e non è un caso che vinca con grandissima continuità. E’ una squadra che viene sempre fuori nei momenti importanti. Che effetto mi ha fatto vederla vincere in Champions League? E’ stato un momento straordinario. Ho provato una grande gioia anche perché so quanto vincere in Europa fosse un obiettivo. La società è stata brava a scegliere i giocatori giusti. Non è facile per i giocatori perché c’è pressione, ma si sono rivelati all’altezza. In vista del prossimo fine settimana, spero che Perugia possa vincere l’ennesimo trofeo della sua storia».

Dolci ricordi Di cui – come detto – Atanasijevic si è ritagliato un ruolo rilevante. Uno dei momenti che ricorda con maggior trasporto dei suoi trascorsi spesi al PalaBarton, fa riferimento proprio ad una Final Four di Coppa Italia. «Ricordo con particolare piacere in particolare quella in cui abbiamo vinto il trofeo per la prima volta. Il successo in Supercoppa qualche mese prima in un certo senso ci ha sbloccato. Poi è arrivato il trionfo in Coppa Italia a Bari (Atanasijevic è stato nominato Mvp della manifestazione e ha messo a terra il pallone che ha chiuso i giochi in finale con la Lube, ndr) che è uno dei momenti più belli della mia carriera. E che affetto da parte dei tifosi…».

Mosse ponderate Che in vista della prossima stagione vedranno ovviamente una Sir diversa. Ritoccata. Non certo rivoluzionata. I movimenti dovrebbero riguardare anche la casella di opposto dato che si vocifera di un arrivo di Ferre Reggers da Milano e una partenza di Ben Tara. Atanasijevic inquadra così i due giocatori. «Ben Tara sta facendo una grandissima stagione. Non so cosa succederà ma la Sir è una società che programma sempre le cose in maniera ponderata. E’ uno degli opposti migliori del mondo. Reggers è un giocatore incredibile, un potenziale fuoriclasse. Se dovesse arrivare a Perugia potrebbe scrivere la storia».

Innovatore Quella che Perugia sta scrivendo da anni a suon di successi. Grazie alla visione del patron Sirci su cui “Bata” spende parole al miele. «E’ riuscito a costruire una squadra così vincente con tanto trasporto, tanta sana ambizione. Ricordo i primi anni in cui non riuscivamo a vincere, in cui non era facile convincere i giocatori a venire a Perugia. Ha cambiato la pallavolo non solo italiana ma anche quella mondiale. Mi fa piacere che stia realizzando tutti i suoi sogni»

Tutto esaurito La finale di Coppa Italia a Bologna ha fatto registrare il tutto esaurito. Appena una manciata i biglietti disponibili per le semifinali.

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