di Gordon Brasco

Ci capita raramente di andare a delle prime di documentari e non perché il genere non ci piaccia, anzi, piuttosto perché è difficile trovare delle sale in Italia che puntino su un titolo che non sia made in Usa, con qualche attore da Oscar in locandina e qualche esplosione sullo sfondo. Nel lavoro di Gianfranco Rosi non ci sono esplosioni, né attori da Oscar e né tantomeno è made in Usa eppure è un gran bel film. Non è un road movie perché in questo caso ci sarebbe un punto da cui partire e uno a cui arrivare, qui invece il viaggio è circolare, chiuso, un non-viaggio all’interno di un non-luogo: il Gra (Grande Raccordo Anulare) di Roma appunto. La scusa è quella di percorrere il paesaggio che fa da sfondo a questo anello di cemento e bitume che circonda la capitale come un fossato medioevale, in realtà Rosi si sposta da un luogo all’altro alla ricerca delle persone che abitano in quei luoghi trovando una delle più eterogenee e incredibili «faune» umane mai impresse su pellicola. Non c’è finzione in questo caso, ovvero non c’è la matrice fondamentale del fare cinema, al suo posto c’è la realtà che, come spesso accade, è davvero più sorprendente di qualsiasi invenzione. Rosi salta da una storia all’altra senza legare troppo le vicende che narra e forse è questo l’unico appunto che ci sentiamo di fare al suo lavoro, per il resto tutto scorre con un’incredibile forza narrativa ricordandoci a tratti lo strepitoso lavoro di Pasolini.

Territorio di frontiera Rosi ci porta per mano alla scoperta di un territorio di frontiera, a cavallo tra il rombante frastuono delle auto e i paesaggi lunari di una periferia romana uscita da qualche sogno felliniano. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è un documentario interessante che travalica il genere per offrire allo spettatore un punto di vista inaspettato su quello che sono i luoghi, ma soprattutto le persone che abitano questa striscia di terra lambito dal Grande Raccordo Anulare di Roma. È un lavoro costato due anni di riprese e tantissima passione, segno che nel nostro paese il genere documentale ha ancora linfa per poter dire la sua a livello internazionale in barba alle esplosioni degli action-movie americani.

Un film di Gianfranco Rosi. Documentario, durata 93 min. Italia 2013. Officine Ubu.

Trama: Il GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma, con i suoi 70 km, è la più estesa autostrada urbana d’Italia. Ma pochi lo considerano come uno spazio urbano da esplorare. Lo ha fatto il paesaggista Nicolò Bassetti che ha abbandonato la macchina sul bordo della strada, per partire a piedi alla scoperta di questo luogo misterioso, e nel tragitto ha fatto incontri straordinari, tra personaggi incredibili e apparizioni fugaci. Come un nobile torinese e sua figlia, il ‘palmologo’ ossessionato dalla ricerca di un rimedio per liberare le sue piante dai parassiti, un principe che fa ginnastica di buon mattino …

Perugia
Zenith: tutti i giorni ore 20:30 – 22:30; sabato – domenica 18:30-20:30-22:30

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