di Enzo Beretta
Un uomo di 58 anni è stato condannato questa mattina dal giudice perugino Marino Albani con l’accusa di aver rubato una campana del Cinquecento dal Castello di Mongiovino. La pena inflitta è di un anno di reclusione (pena sospesa) e 300 euro di multa. I fatti risalgono al 2016. L’imputato viene ritenuto responsabile dalla Procura umbra di «essersi impossessato, al fine di trarne profitto, di una campana in bronzo, ferro e legno attribuita a Crescimbene da Perugia, maestro campanaro cinquecentesco operante nel territorio perugino, che sottraeva da Villa Mongiovino di Panicale». Come? «Con violenza sulle cose – spiega il pm – consistita nello staccare la campana dal relativo campanile a vela».
In aula Nel processo di primo grado che si è concluso questa mattina nel tribunale di via XIV Settembre la società americana proprietaria della villa si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Vittorio Betti. L’imputato era difeso dagli avvocati Giuseppe Innamorati e Giorgio Savini. Secondo quanto si è appreso la campana è stata rinvenuta alcuni mesi dopo il furto dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale nelle disponibilità di un antiquario toscano.
