di Carlo Forciniti

Un passo “indietro” con la speranza di farne qualcuno in avanti. Un ritorno alle origini (del modulo) per provare a ridare al Perugia certezze nuovamente perdute nelle ultime due uscite: con la Pianese prima, con il Carpi poi

Il Grifo sta vivendo una settimana tutt’altro che banale. Vero, nell’aria non c’è l’adrenalina da partita che si avvicina. Perché nel prossimo turno Angella e compagni faranno da spettatori, dato che non saranno in campo nella ventottesima giornata di Lega Pro perché avrebbero dovuto affrontare il Rimini, estromesso dal girone B di Lega Pro.

Riscatto Ma in tutto il gruppo c’è la consapevolezza che sono stati, sono e saranno giorni importanti per presentarsi al nuovo appuntamento di campionato contro il Pineto in programma sabato 28 febbraio alle 17.30, nella maniera giusta. Con la voglia di riscattare le ultime due prestazioni. Con l’esigenza di fare (finalmente) del Curi un fortino prezioso.  La settimana è stata inaugurata dagli avvicendamenti in seno alla guida tecnica. Poi, le sedute sono proseguite in un clima di comprensibile tensione che a Pian di Massiano sperano possa tradursi in carica positiva per il finale di stagione. Che all’antisadio e dintorni si sta preparando nei dettagli. 

Modulo Nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio, il Grifo è stato protagonista di un allenamento congiunto con la Primavera biancorossa. Rispetto alle ultime uscite ufficiali, Tedesco è tornato sui suoi passi. Dal 4-2-3-1, ha virato per tutta la durata del test sul 4-3-1-2 che sembra sia il modulo che ad oggi meglio si adatti al gruppo. Quattro le reti di Bolsius nel 7-0 complessivo. A bersaglio anche Nepi, Lisi e Canotto. Assenti Tumbarello, Montevago, Angella e Bartolomei. Il 4-2-3-1 visto a Sambenedetto, a Piancastagnaio e con il Carpi non sembra essere oggi il vestito adatto ad una squadra che sembra non potersi permettere tre giocatori offensivi alle spalle di Montevago. Sia per una questione di meri equilibri, sia per la condizione non ottimale di qualche nuovo arrivo (Verre su tutti) che in teoria si calerebbe alla perfezione nel vestito tattico con tre trequartisti a ridosso dell’unica punta.

Ritorno all’antico Ecco allora spiegato il passo indietro dal punto di vista tattico. Una prova generale, un ritorno all’ “antico” in nome di un solo obiettivo: salvarsi.

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