di Gordon Brasco

Mamma mia! E non è certo un’invocazione agli Abba, semmai più un lamento di sconforto e tristezza. Per lo meno abbiamo lo strumento ideale per spiegare nella prossima tavola rotonda il «perché il cinema italiano è in crisi d’incassi». Crisi che deriva non dalla mancanza di buone idee o di finanziatori (sono anni che il cinema indipendente di tutto il mondo riesce a fare ottimi prodotti a costi ridotti): la verità è un’altra e sta tutta nella poca cura della realizzazione del film. Buone idee si perdono per strada per colpa di registi inesperti, attori di bell’aspetto ma meno espressivi del pastore tedesco Rex, di sceneggiatori svogliati capaci solo di scopiazzare situazioni da osteria e così via. Questo Outing è tutte queste cose messe insieme ed è un peccato, perché la storia si prestava alla commedia intelligente soprattutto nello svolgimento del tema legato alla mancanza di riconoscimento del merito giovanile, dei problemi della crisi e della lotta quotidiana dei giovani italiani per cercare di sbarcare il lunario senza rinunciare ai propri sogni.

A metà Matteo Vicino, qui al suo secondo lavoro dopo Young Europe del 2012, apre tante porte senza chiuderne nessuna: ricerca la commedia intelligente senza trovarla e stufo di girare a vuoto ripiega su battute e gag buone per il Bagaglino (che se ha chiuso dopo decenni di attività qualcosa vorrà pur dire), ammazzando d’un colpo tutto quello che di decente il film proponeva. Storditi da cadute di stile improvvise e ingiustificate si fatica anche a dare un giudizio sul cast che si arrabatta come meglio può pur non avendo molte cartucce da sparare. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: la storia offre degli spunti interessanti che se sviluppati diversamente sarebbero potuti anche sfociare in una trama omogenea, divertente e di sicuro impatto e invece c’è troppa confusione, uno stile incerto, gag a volte divertenti e a volte penose…insomma un lavoro a metà che non c’è piaciuto, l’ennesimo lavoretto di bassa qualità che non fa bene a un giovane cinema italiano in crisi di spettatori e soldi.

Un film di Matteo Vicino. Con Nicolas Vaporidis, Andrea Bosca, Massimo Ghini, Giulia Michelini, Camilla Ferranti. Commedia, durata 90 min. Italia 2013. AI Entertainment.

Trama: Federico e Riccardo sono due amici pugliesi, estremamente diversi ma legati da un rapporto fraterno che affonda le sue radici nell’infanzia di entrambi. Il primo è uno scapestrato playboy di periferia che vive in Puglia, Il secondo è un talento del design che vive a Milano, ma è impiegato in un lavoro lontano dai suoi obiettivi. Venuti a conoscenza della possibilità di ottenere un finanziamento della Regione Puglia a sostegno delle attività imprenditoriali nel campo della moda, i due amici decidono di tentare la grande avventura. Solo in un secondo momento capiranno che il bando era riservato alle coppie di fatto e, a quel punto, l’unico modo per non far crollare tutto sarà quello di fingersi gay per ottenere i sovvenzionamenti e realizzare il sogno di Riccardo: aprire un atelier di moda.

Perugia
Gherlinda: 15.50 18.00 20.10 22.20

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 20.30 22.35
The Space: 17.55 20.05 22.20

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