di Dan.Bo.
Da più di un anno e mezzo occupano una casa popolare nonostante siano proprietari di un altro alloggio. È essenzialmente questo il motivo che ha portato il Comune di Perugia a emettere nelle scorse ore, attraverso un’ordinanza, un provvedimento per «l’immediato rilascio» dell’alloggio, che potrebbe essere assegnato a chi ne ha bisogno.
La vicenda Il provvedimento arriva al termine di un procedimento avviato nel settembre 2023, quando Palazzo dei Priori aveva contestato all’assegnataria originaria la titolarità di un immobile adeguato, motivo di decadenza dal diritto all’alloggio secondo la regionale che regola il settore. L’interessata aveva riconosciuto la fondatezza della contestazione e chiesto tempo per lasciare l’alloggio. Dopo il suo decesso, i figli hanno però continuato a occupare l’immobile, senza averne titolo.
L’ordinanza Il Comune ha accertato che i nuovi occupanti non avevano diritto al subentro, poiché «all’atto del decesso dell’assegnataria… era già stato avviato il procedimento di decadenza». In base all’articolo 42 della legge regionale, i Comuni possono disporre il rilascio forzato degli alloggi pubblici quando vengono occupati senza titolo, emettendo ordinanze esecutive. Il 19 novembre scorso, gli attuali occupanti avevano ricevuto una comunicazione formale di avvio del procedimento. Non avendo presentato alcuna controdeduzione entro i termini di legge, l’iter è proseguito con l’emissione dell’ordinanza.
I provvedimenti L’ordinanza dispone che l’immobile sia restituito libero da persone e cose, con consegna delle chiavi ai tecnici dell’Ater (l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale), che provvederanno a verificarne lo stato. In caso di mancato rilascio spontaneo, si procederà all’esecuzione forzata al trentesimo giorno dalla notifica, «senza ulteriori comunicazioni o proroghe». I soggetti coinvolti dovranno inoltre versare un’indennità risarcitoria pari al doppio del canone, «oltre al rimborso delle spese per il ripristino dei luoghi danneggiati».
