All’apparenza è “solo” un record – e che record – da provare a battere. Ed invece l’impresa che dal 3 al 6 settembre proverà a condurre in porto il medico e nuotatore perugino Marco Fratini, esula dal mero aspetto agonistico. Travalica lo sport. Perché tocca cause nobili come quelle legate alla solidarietà.

Impresa Un po’ di contesto. Nei già citati giorni di settembre al lago di Bracciano (Lazio), Fratini sarà protagonista di “Infinity Swim”, un evento in cui tenterà di battere il record mondiale di nuotata continua in acque libere percorrendo la distanza di almeno 170 chilometri in un tempo massimo di settantadue ore. Il tutto senza uscire dall’acqua e senza che il nuotatore possa salire a bordo delle imbarcazioni di supporto o issarsi sul kayak.

Solidarietà Il ricavato dell’iniziativa andrà all’associazione “Nuotando con Amore”, all’Aism, associazione italiana sclerosi multipla, e all’associazione 6 luglio.

Il ruolo della mente I dettagli dell’iniziativa sono stati svelati alla sala Rossa di Palazzo dei Priori. «Tutte le imprese griffate da Marco a livello nazionale e internazionale – racconta l’assessore allo Sport del Comune di Perugia, Pierluigi Vossi -, sono accumunate da una sottile linea rossa che è il messaggio. Entrare in gara con se stesso significa fare un grande lavoro con la propria mente».

Tenuta La tenuta mentale oltre a quella fisica, infatti, sarà fondamentale per provare a fare un qualcosa di storico ma estremamente dispendioso. «Nuotare per 72 ore senza mai uscire dall’acqua – spiega Fratini che, tra gli altri, detiene il record di nuotata in vasca corta realizzato alla piscina Pellini di Perugia nel 2021 – fa sì che tutto quello che farò, tutte le mie necessità che vanno dall’alimentazione al riposo al monitoraggio delle mie condizioni di salute, dovrà essere fatto in acqua. Eventi di questo tipo vanno pensati e preparati per tempo, sono seguito da uno staff di amici che comprende il coach, la fisioterapista, la nutrizionista e la psicoterapeuta».

Dettagli Fratini entra poi nei dettagli di come va affrontata una potenziale impresa di questo tipo e che coinvolge anche l’alimentazione e il riposo. «La cosa più semplice è mangiare delle maltodestrine,  zuccheri semplici di rapida assimilazione ma possono essere difficili da assimilare e causare nausea che impedisce di mangiare negli step successivi e che poi impedisce di mettere benzina dentro dietro il motore. Dovremo alternare questo tipo di alimentazione che è quella che dà energia più rapidamente, con un’alimentazione più normale, quindi panini col prosciutto, riso, parmigiano, purè di patate, alimenti che danno energia ma che si assimilano più lentamente». Importante sarà anche riposare per quanto possibile. «Ovviamente il riposo deve essere fatto in acqua, bisogna cercare delle posizioni per riposare pochi minuti per ingannare l’organismo: 3, 4, 5 minuti alla volta» – svela. Fratini puntualizza poi che «durante l’evento ci saranno delle colazioni, pranzi e cene solidali. Tutto quello che facciamo lo leghiamo alla solidarietà».  

Un evento a tutto tondo, dunque. Ancora un paio di mesi e poi Fratini proverà a scrivere un record che avrebbe del clamoroso. Con la spinta di persone speciali. «Fino a poco tempo fa a sostenermi c’era anche mio papà, viaggerà con me per tutte le 72 ore».

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