di Elle Biscarini
Esasperati dalle condizioni della strada, gli abitanti di via Leon Battista Alberti, quartiere Monteluce, avevano organizzato nei giorni scorsi delle potature fai-da-te e fatto appello al Comune affinché si ripristinasse il manto stradale dissestato. Alle richieste dei cittadini, risponde l’assessore ai Lavori pubblici, Otello Numerini.
VIDEO – A MONTELUCE POTATURE FAI DA TE
Assessore Numerini, cosa risponde agli abitanti?
«Via Alberti è una strada privata a uso pubblico. Vuol dire che è una strada che insiste su particelle di proprietà privata, però siccome congiunge due strade pubbliche comunali, è privata a uso pubblico. Il regolamento del Comune di Perugia, che risale oramai a qualche decennio, prevede che in questi casi ci possa essere una compartecipazione del Comune in termini di fornitura di uomini e mezzi, a fronte dell’acquisto del materiale da parte dei frontisti o dei proprietari della strada».
Quindi i residenti dovrebbero farsi carico almeno in parte delle spese di manutenzione?
«In genere sono i proprietari delle particelle che dovrebbero farsi parte attiva per giungere a una compartecipazione. Lì se non sbaglio si tratta di eredità vecchie, quindi sicuramente è una cosa molto complessa, però ribadisco non è una strada comunale, è una strada privata a uso pubblico».
Ha già incontrato in passato residenti che sono venuti a parlare dei disagi di via Alberti?
«Sì, in passato ho incontrato delle persone, questa è una cosa che risale a tanto tempo fa, nel senso che se ne parla da molto. La natura della strada, a oggi, è questa».
La spesa è mai stata quantificata ai privati?
«No, non mi risulta che sia stata fatta una quantificazione precisa. A chi è venuto noi abbiamo spiegato che questo è lo stato dell’arte. Dispiace molto anche a noi come amministrazione comunale avere una strada di una certa importanza messa male com’è messa via Alberti. Però essendo la natura di strada privata a uso pubblico noi ci dobbiamo attenere al regolamento comunale. In altre situazioni simili si riesce a intavolare questa forma di collaborazione pubblico-privato e il Comune mette a disposizione uomini e mezzi».
La bonifica e il rifacimento della prima parte di via Agostino di Duccio è stata una compartecipazione tra pubblico e privato, quindi?
«Via di Duccio è stato un ripristino fatto da un’azienda che ha scavato e l’azienda ha provveduto al rifacimento del manto stradale. Per la vegetazione, se ne è occupata la parrocchia da sola, perché la parrocchia è proprietaria dell’appezzamento di terreno».
A proposito di vegetazione, i residenti lamentavano il fatto che la vegetazione incolta proveniente da lotti privati sta ostruendo la viabilità e rischia di creare situazioni pericolose, in questo caso il Comune cosa può fare?
«Il Comune può fare multe, non so se gli uffici in questo caso in particolare in passato hanno mandato delle sollecitazioni. Il Comune in effetti può invitare il privato a intervenire, però essendo proprietà private spetta allo stesso eseguire gli interventi di manutenzione».
Che cosa succederebbe se il privato non intervenisse ripetutamente e la vegetazione divenisse un problema per la pubblica viabilità?
«Il Comune potrebbe prendere in considerazione l’opportunità di sostituirsi al privato e poi fare su di esso rivalsa, quando c’è una situazione di particolare pericolo e urgenza. Ne parlerò con gli uffici e valuteremo il da farsi. Sono però delle situazioni sempre un po’ particolari quelle in cui si deve intervenire sul privato».
I condomini raccontano anche di scarsa manutenzione dei tombini che, insieme al dissesto del manto stradale, favorirebbe l’allagamento dei fondi dei palazzi
«Se mi dice che ci sono situazioni di tombini otturati lo farò presente agli uffici e se è nostra competenza vedremo di fare un intervento».
