di Gordon Brasco
Dopo «Big Wedding» della scorsa settimana ancora Diane Keaton? Il destino è davvero crudele ma forse Schopenhauer aveva ragione quando disse «ciò che la gente chiama destino è, per lo più, soltanto l’insieme delle sciocchezze che essa commette». E la nostra di sciocchezza è stata quella di entrare in sala sperando che Rob Reiner (il regista di «Harry ti presento Sally» e «Misery non deve morire» tanto per citare in paio dei suoi lavori migliori) potesse fare il miracolo di trasformare la Keaton in una nuova Meg Ryan dei tempi che furono. Niente miracolo e niente film decente… se mai Reiner ha avuto il fuoco sacro della commedia romantica si è esaurito venticinque anni fa. Se la Keaton è quella che è neppure Michael Douglas può considerarsi salvo da critiche: la prima cosa sconcertante è il lavoro di chirurgia plastica di cui è stato ‘vittima’, perché a seconda delle inquadrature l’ex Gordon Gekko passa dal sembrare umano ad avere la pelle smaltata di un Terminator T-1000 («Terminator 2 – Il giorno del giudizio», film del 1991 diretto da James Cameron). A peggiorare la situazione c’è poi la caratterizzazione del suo personaggio mutuato da «Qualcosa è cambiato» (film del 1997, diretto da James L. Brooks) con stesse dinamiche e stesso epilogo, solo che Douglas non è Jack Nicholson e quello che rendeva geniale il personaggio di Melvin Udall qui è del tutto assente.
Burbero in cerca d’affetto In pratica passiamo da un burbero con disagi psichici in cerca d’affetto a un burbero in cerca d’affetto e basta, un po’ pochino per gridare al capolavoro. Chiudono il quadro generale gag bollite, una trama inchiodata ai binari della noia e un’apparizione nel film dello stesso regista da far rigirare nella tomba Alfred Hitchcock. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: capiamo la necessità di offrire commedie leggere e romantiche durante la stagione estiva ma non basta scritturare qualche attore blasonato per ottenere un film decente, soprattutto per quei generi che fondandosi sui sentimenti hanno bisogno di una cura particolare per i dialoghi, le gag e l’evolvere del rapporto dei protagonisti…un mix che può rendere originale anche la trama più scontata. Qui non c’è nulla di tutto questo e sinceramente pagare un biglietto per sostenere la pensione di Douglas e Keaton ci sembra poco interessante. Avete davvero voglia di una commedia sentimentale divertente girata da Reinar? Tornate indietro nel tempo fino al 1989 e troverete quello che stavate cercando.
Un film di Rob Reiner. Con Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Frances Sternhagen, Andy Karl. Titolo originale “And So It Goes”. Commedia sentimentale, durata 94 min. USA 2014.
Trama: Ci sono milioni di ragioni per non provare simpatia nei confronti dell’agente immobiliare Oren Little. Intenzionalmente indisponente verso il genere umano, non desidera altro che vendere un’ultima casa e andare in pensione in santa pace. I suoi piani però vengono scombinati dal figlio che, inaspettatamente, gli molla la nipote, della cui esistenza non sapeva nulla. Incapace di prendersi cura della tenera bambina di nove anni, la affida alla risoluta ed amabile vicina di casa Leah e cerca di tornare alla sua monotona quotidianità ma, un po’ alla volta e con una certa riluttanza, Oren imparerà ad aprire il cuore alla famiglia, a Leah e alla vita stessa.
Perugia
Gherlinda: 17.30 / 19.15 / 22.00
Uci Cinemas Perugia: 20.30 / 22.30
Terni
The Space: 17.30 / 20.00 / 22.30
